Angel Deradoorian (foto di Camilo Fuentealba, 2017)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Sarah Davachi, Angel Deradoorian, Gazpacho e altri

Weekend che presenta interessanti ricerche sonore. Nessun nome altisonante ma tanta musica da scoprire e apprezzare da parte di alcuni personaggi di culto che da queste parti conosciamo piuttosto bene.

Weekend che presenta interessanti ricerche sonore. Nessun nome altisonante ma tanta musica da scoprire e apprezzare da parte di alcuni personaggi di culto che da queste parti conosciamo piuttosto bene.

Parliamo di Angel Deradoorian, che si ripresenta in vesti indie rock, senza abbandonare motorik, esoterismi folk e influenze krautrock in Find The Sun, successore dell’esordio del 2015, l’ottimo The Expanding Flower Planet (recensione di Stefano Pifferi). E di Amanda Brown, in arte Maria Minerva, che torna a sua volta a qualche anno dalla precedente prova con Soft Power, nel suo tipico stile, una collezione di «daydream discotheque classics» di matrice autobiografica, in cui la musicista estone filtra le sue esperienze da expat tra Londra, LA, Detroit e New York (recensione di Giuseppe Zevolli in arrivo). Ma anche di Drew McDowall, già nei Coil e Psychic TV, che in Agalma ci immerge nella sua visione elettronica liturgica e ritualistica, avvalendosi anche di importanti nomi della nuova scena sperimentale come Caterina Barbieri e Kali Malone (recensione di Massimo Onza). Ed infine di Melissa Guion, ovvero MJ Guider, che torna anche lei dopo anni dalla precedente prova lunga con un disco – Sour Cherry Bell – ancora sulle coordinate di industrial, shoegaze crepuscolare e pop goticheggiante eppure più conciso, vario. Caratteristica del lavoro, è l’oscurità, filo rosso che interseca lo sfaccettato concetto di potere indagato dalla musicista di New Orleans.

Spostandoci sull’universo metal meno allineato, abbiamo i VARG di Zeichen e i Sumac di Aaron Turner, che in May You Be Held proseguono la propria ricerca nei territori avant del genere con un lavoro dal distintivo mix di sonorità pesanti e tensioni free-form, a conferma di quanto il suono della band sia uno dei più vivi e interessanti del panorama estremo degli ultimi anni (recensione di Onza). Ed è un piacere riascoltare i maestri grindcore Napalm Death, anche loro ad inglobare influenze più o meno inedite come il post-core, le partiture del death rock e gli slanci industrial. Tutto questo in Throes of Joy in the Jaws of Defeatism pubblicato al solito dalla Century Media, un devastante assalto politicamente impegnato conto il razzismo e l’intolleranza.

Interessante è anche ROSSANA, il concept album electro avant di Francesco Perissi XO recensito su queste pagine da Valerio di Marco, un disco che si muove in perenne tensione emotiva tra elettronica, dark/avant pop, IDM, minimalismo, forma canzone ed evidenti strascichi di industrial à la Nine Inch Nails. E sempre di concept parliamo con il ritorno di Vatican Shadow (Persian Pillars Of The Gasoline Era) e con i norvegesi Gazpacho, che in Fireworker sono alle prese con i grandi dilemmi filosofici che da sempre li affliggono magnificando nel contempo un variegato quanto complesso approccio sonoro, dentro e fuori la forma canzone. Sul lato pop della sperimentazione elettronica c’è A. G. Cook con il suo secondo debut album Apple (recensione di Edoardo Bridda).

Per quanto riguarda soul/r’n’b e radici black c’è Alicia Keys con Alicia ma soprattutto troviamo il collettivo britannico SAULT che, a tre mesi esatti di distanza il suo prequel, ovvero UNTITLED (Black Is), pubblica UNTITLED (Rise), lavoro che proseguendo lungo l’eterogenea vena del suo predecessore si affida ancora una volta alla ricca tradizione della black music afroamericana per scandagliare i maggiori fatti di cronaca che hanno imperversato negli Stati Uniti e nel mondo occidentale, dall’esplosione del movimento Black Lives Matter e oltre.

Dall’Italia segnaliamo, infine, Rifilastrocche in cielo e in terra l’album in tributo a Gianni Rodari ideato da Francesco Locane, realizzato da vari artisti appartenenti alla scena musicale italiana, tra cui Dente, Alessandro Grazian, I Camillas, Colombre & Maria Antonietta, Cristallo, Francesca Bono degli Ofeliadorme e altri ancora. E gli Ottone Pesante, con il sound heavy, scuro e sperimentale di DoomooD.

Altre uscite del WE: Josiah Steinbrick (Liquid / Devotion & Tongue Street Blue), Avalon Emerson (DJ Kicks), Babe, Terror (Horizogon, recensione di Nicolò Arpinati), Steve Arrington (Down to the Lowest Terms: The Soul Sessions), Asian Dub Foundation (Access Denied), Nick Mason (Nick Mason’s Saurcerful Of Secrets – Live At The Roundhouse), Sarah Davachi (Cantus, Descant), Mildlife (Automatic), Ed Harcourt (Monochrome to Colour), Kingdom (Neurofire).

Tracklist

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