Maria Schneider
Marlon Brando e Maria Schneider, still dal film "Ultimo tango a Parigi" (1972)

“Ultimo tango a Parigi”. Il dietro le quinte del film diventerà una serie

Il progetto racconterà i controversi retroscena del film scandalo

CBS Studios e Stampede Ventures stanno per trasformare in una serie TV i tumultuosi eventi che hanno caratterizzato la realizzazione del film Ultimo tango a Parigi, dramma erotico del 1972 diretto da Bernardo Bertolucci e interpretato da Marlon Brando e Maria Schneider.

Oltre a essere stata subissata di polemiche sin dalla sua uscita a causa delle forti scene erotiche, la pellicola è nota anche per altri controversi retroscena. Durante le riprese, Bertolucci ha utilizzato tattiche spietate per catturare le emozioni reali degli attori che in seguito procurarono loro diversi contraccolpi psicologici. Mentre lui e Brando trassero notevoli profitti – il film ha incassato una somma di 186 milioni di dollari, ricevendo anche il plauso della critica e le nomination agli Oscar per il miglior attore e miglior regista – Schneider venne ingannata al fine di far emergere una recitazione il più autentica possibile. Circostanza che compromise la sua salute mentale, conducendola verso la dipendenza dall’eroina e al tentativo reiterato di suicidio. L’unico compenso che ricevette per il suo ruolo fu di 4.000 dollari.

Anni più tardi, l’attrice ha ricordato come fu costretta contro la sua volontà a girare la famosa “scena del burro”, accusando di essere stata manipolata da Brando e da Bertolucci e raccontando come il suo pianto disperato che si vede nel film fosse del tutto reale («Mi hanno quasi violentata. Quella scena non era prevista nella sceneggiatura. Io mi sono rifiutata, mi sono arrabbiata. Ma poi non ho potuto dire di no … Ma all’epoca ero troppo giovane non lo sapevo. Fui costretta a sottopormi a quella che ritengo essere stata una vera violenza»).

Annunciata per il 2022 e intitolata semplicemente Tango, la serie – scritta da Jeremy Miller e Daniel Cohn e co-diretta da Lisa Brühlmann (Killing Eve) e José Padilha (Narcos) – sarà ambientata tra Italia, Francia e Stati Uniti e inizierà con Bertolucci che arriva a Los Angeles nel 1971 per convincere un Brando in bancarotta a recitare nel suo prossimo film – un resoconto di ossessione sessuale, crollo emotivo e omicidio.

Quando mi hanno proposto di lavorare alla serie, sono stata immediatamente presa dal progetto e dalla possibilità di guardare più da vicino uno dei più grandi scandali della storia dell’industria dello spettacolo – nonostante non fosse trattato come tale al momento. L’opportunità di immergermi in quel mondo, in tutti questi personaggi affascinanti, e soprattutto la possibilità di dare voce al dolore di Maria Schneider, è davvero emozionante.
Lisa Brühlmann

Un entusiasmo condiviso anche dall’altro co-regista Padilha, che avrà occasione di fare luce sull’abuso perpetrato da due uomini su una giovane donna inesperta per fini puramente artistici.

L’hanno fatto davanti a una telecamera, e la scena che ne è risultata ne ha fatto un film importante, acclamato da critica e pubblico. Il regista e gli attori si crogiolavano nel successo, mentre il dolore di Maria è stato ignorato. Sono entusiasta di lavorare a una storia sull’etica dell’arte, un argomento importante ma spesso trascurato.
José Padilha

Nel 2013, due anni dopo la morte di Maria Schneider, Bertolucci confessò pubblicamente tutto il suo rammarico per non averle mai chiesto davvero scusa riguardo al sopracitato inganno.

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