L’anima dell’Africa nel soul di J.P Bimeni, in palio sei biglietti per il live a Romaeuropa Festival 2019

Il cantante soul burundesi protagonista del ciclo "Diasporas" di Romaeuropa Festival 2019

(la foto in copertina è di Tomoko-Suwa)

Una voce così profonda e soul da esprimere un ampio spettro di sentimenti. Dall’amore alla perdita, dalla speranza alla paura, dentro la corde vocali di J.P Bimeni risuona tutta l’anima dell’Africa, la terra da cui proviene. Il suo ultimo disco Free Me, pubblicato lo scorso 15 febbraio, è una «jam funk a cui si susseguono profonde ed accorate ballad provenienti dal southern soul», passando attraverso il funk di Honesty, la rabbia di Fade Away o la malinconia di I Miss You. Malinconia e solarità che hanno fatto breccia nelle attenzioni dei migliori media musicali internazionali: BBC 6 Music e Uk Vibe Moko, tra gli altri, lo hanno eletto album dell’anno 2019.

Di origini burundesi, il cantautore ha già alle spalle un curriculum di tutto rispetto nell’universo soul: ha avuto esperienze con band di Roots Manuva, serate open mic insieme ai Noisettes e una parentesi nella tribute band ufficiale di Otis Redding. Insomma al soulman la qualità non manca. E la mostrerà, assieme alla sua band, i Black Belts, sul palco di Romaeuropa Festival nel concerto in programma il 10 ottobre 2019 all’Auditorium Parco della Musica. Nella stessa serata, un altro progetto esponente delle affascinanti sonorità africane in pieno stile Diasporas, un ciclo di doppi concerti in cui la rassegna capitolina ospita alcuni degli artisti più interessanti affermatisi in Europa dopo essere stati costretti a lasciare il loro paese d’origine. Alsarah è una di loro: considerata l’icona della musica retro-pop dell’Africa Orientale, dopo la fuga dal Sudan e poi dallo Yemen, la musicista si trasferisce negli USA, dove, insieme alla sorella Nahid, fonda la band assieme agli Nubatones. Con i suoi testi cantati in arabo e sudanese e l’attenzione agli strumenti tradizionali la band ha conquistato l’attenzione internazionale.

Sentireascoltare, in collaborazione con l’evento romano, mette in palio 6 biglietti per assistere all’evento: per partecipare al contest, basta rispondere a una semplice domanda nella nostra pagina relativa al live. Solo per utenti desktop.

Il weekend di Romaeuropa, vinci i biglietti per i concerti 

Dopo la tappa di J.P Bimeni, il weekend lungo di Romaeuropa prosegue venerdì 11 ottobre, sempre all’Auditorium Parco della Musica, con il camerunense di etnia Bassa Blick Bassy e la “globetrotter Mayra Andrade.

Figlia di un combattente per l’indipendenza di Capoverde la “regina della Morna” Mayra Andrade, porterà il suo canto delicatamente speziato venerdì 11 ottobre. Nata a L’Avana cresce a Praia, Capo Verde, e a sei anni segue la madre e il patrigno diplomatico in Senegal, Angola e Germania prima di stabilirsi a Lisbona. Definita dalla critica la più credibile erede di Cesària Évora, Mayra canta in creolo capoverdiano, in inglese, in francese, in portoghese, portando l’ascoltatore dentro luoghi avventurosi e inaspettati. Il suo pop tropicale racchiude il mondo intero, tra romanticismo occidentale e sensualità del sud, frammenti reggae e tempi dispari africani. Il suo momento arriva nel 2006, con il pluri-premiato debutto “Navega”. A maggio è uscito “Manga”, quinto lavoro sulla lunga distanza cantato interamente in creolo: un mix perfetto e naturale tra Afrobeat, musica urbana e musica tradizionale di Capo Verde.

È dedicato a Ruben Um Nyobé, leader anticoloniale che ha lottato per l’indipendenza del Camerun 1958, il nuovo disco di Blick Bassy, songwriter e compositore nato e cresciuto in Camerun e costretto nel 2005 a lasciare la sua terra e a trasferirsi a Parigi. Il successo nella nuova patria arriva per lui arriva nel 2015 quando la sua canzone Kiki, tratta dall’album Ako viene scelta dalla Apple per la campagna mondiale di lancio dell’iPhone 6. Con una musica che miscela abilmente blues acustico, musica tradizionale, folk contemporaneo e perfino bossa nova brasiliana, Bassy canta la schiavitù del neocolonialismo, la necessità di eroi e la ricerca della vera identità imprigionando l’ascoltatore in un mondo affascinante, intriso di malinconia e sentimento, personale ma allo stesso tempo universale.

L’ultima giornata di Diasporas, sabato 12 ottobre, si apre con “Le Cri du Caire”, un live a metà strada tra il rock, la poesia Sufi, il jazz, l’elettronica, sonorità orientali e slam poetry in cui la voce ipnotica del poeta e cantante Abdullah Miniawy, icona di una gioventù egiziana in lotta per la libertà e la giustizia, si confronta con la tromba di Erik Truffaz, grande figura del jazz europeo, il sax di Peter Corser e le corde del violoncello di Karsten Hochapfel. Uno spettacolo appassionato e commovente che porta il pubblico a una trance mistica e crea un intenso universo metaforico trascendendo identità e confini.

Sentireascoltare mette in palio 6 biglietti sia per i live dell’ 11 ottobre che del 12 ottobre: per partecipare al contest, basta entrare nelle relative pagine dedicate agli eventi. Solo per utenti desktop.

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