A 27 anni dalla sua morte, le indagini sull’omicidio del rapper Tupac Shakur sono giunte a un punto di svolta. La polizia di Las Vegas ha annunciato di aver arrestato un uomo: è il 60enne Duane Keith Davis, alias “Keffe D”. È la prima persona ad essere indagata per il caso. A luglio, la polizia aveva perquisito la casa della moglie e sequestrato un libro autobiografico (Compton Street Legends, 2019) in cui asseriva di essere “uno dei due unici testimoni” dell’agguato.
La notte del 7 settembre 1996, Tupac fu colpito da quattro colpi di pistola esplosi da un’auto in corsa. Morì in ospedale dopo sei giorni di agonia, il 13 settembre, alla giovane età di 25 anni. La sua uccisione diede vita a diverse teorie complottiste, tra cui quella che vedeva il rapper fingere la sua morte per togliersi dai riflettori e dai problemi legati alla faida hip hop. In un primo momento, i sospetti ricaddero su Notorious B.I.G. (ucciso poi in circostanze molto simili nel 1997), Puff Daddy e altri membri di spicco dei Crips, banda rivale della East Coast. Lo stesso Davis era entrato fin da subito nell’inchiesta ma con un altro ruolo, quello di testimone oculare.
I casi irrisolti della morte di Tupac e Notorius B.I.G sono stati raccontati nel film City of Lies – L’ora della verità, basata sul libro LAbyrinth di Randall Sullivan e raccontati nel podcast Slow Burn.
Tupac è considerato uno dei migliori e più influenti rapper di tutti i tempi. Su SA trovate la recensione del classico All Eyez on Me.