Trent Reznor non la manda a dire, again. La sua sui big Festival, la Hall Of Fame, i Grammys e gli Oscars

Trent Reznor non la manda a dire, neppure sul Coachella (e sul mondo dell'intrattenimento festivaliero)

Trent Reznor continua a ruggire e a lavorare a testa bassa. Giusto il tempo di raccontarvi della stampa vinilica del main theme di “Halloween” insieme a Atticus Ross e di farvi ascoltare la colonna sonora di Mid90s (terzo lavoro su commissione curato dalla coppia quest’anno, dopo la serie tv Watchmen e le musiche del musical drammatico Waves), che dalle colonne di Stereogum spunta una nuova intervista senza filtri concessa sempre all’interno dell’attuale tour in supporto a Bad Witch.

Dal botta e risposta, il frontman dei Nine Inch Nails (a cui Tommaso Iannini ha dedicato di recente un ampio monografico) è tornato a parlare dei live della formazione pensati per location più piccole. In completa controtendenza rispetto ai grandi festival dove il multimedia, i laser, il lip-syncing e le chiavette USB stanno prendendo sempre più piede, Reznor ha voluto ricreare l’atmosfera che aveva respirato negli 80s ai concerti di Cure, Jesus And Mary Chain e Swans. Quindi fumo, volumi impossibili e sensazione di pericolo. In pratica tutto ciò che non può essere replicato tramite il grande schermo di casa. Così imbastendo gli show è potuto tornare ad affermare: «Most of what we play is stuff that still feels relevant in some way or feels OK to play». Dichiarazioni del resto già ribadite qualche mese fa.

Riguardo alla Rock And Roll Hall Of Fame il suo pensiero si è riassunto nella retorica del «cosa può esserci di meno rock and roll della Hall Of Fame?», mentre per quanto riguarda i Grammy è stato anche più duro («Grammy doesn’t mean a fuckin’ thing»). Differente invece il giudizio sugli Oscar («it feels like it’s coming from a much more significant place and from the community that’s honoring you than a couple dudes trying to get ratings for a TV show like the Grammys»).

Potete leggere l’intervista completa su Stereogum. Quest’anno, Reznor ha rilasciato altre pepate interviste (in cui ha puntato il dito contro Taylor Swift prima e Kanye West e The Weeknd poi) e mandato a quel paese un fan, il tutto all’interno della promozione del sopracitato Bad Witch, terzo lavoro in tre anni per i NIN, che è stato pubblicato a giugno 2018, a un anno di distanza dal precedente ADD VIOLENCE e a due da Not The Actual Events. Partito anche il tour di supporto che ha riservato ai fan alcune sorprese come l’esecuzione per intero del Broken EP e del brano The Perfect Drug, uno dei brani di culto della colonna sonora del film di David Lynch Lost Highway.

La recensione di Bad Witch su queste pagine è di Elena Raugei, mentre un approfondimento nuovo di zecca sui Nine Inch Nails firmato da Tommaso Iannini, è disponibile nella pagina dedicata alla band.

Tracklist
  • 1 Shit Mirror
  • 2 Ahead of Ourselves
  • 3 Play the Goddamned Part
  • 4 God Break Down the Door
  • 5 I’m Not From This World
  • 6 Over and Out
Nine Inch Nails
Bad Witch

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