Steven Tyler, il cantante e frontman degli Aerosmith, ha presentato diffida nei confronti del Comune di Cotronei, in provincia di Crotone, paese calabrese di cui era originario suo nonno. La vicenda ha portato all’apertura di un’inchiesta che coinvolge dirigenti e amministratori comunali, accusati di irregolarità nella gestione di un progetto che prevedeva la realizzazione di un museo dedicato al cantante, e mai inaugurato nonostante un finanziamento di oltre un milione di euro stanziato dalla Regione Calabria.
La proposta di un museo già nel 2013
L’idea del museo nacque nel 2013, in occasione della prima visita di Tyler a Cotronei: al termine di un concerto a Roma, il frontman degli Aerosmith venne avvicinato dall’avvocato Nino Grassi, suo cugino, che gli propose l’idea di una visita al comune calabrese di cui erano originari i rispettivi nonni. Prese così forma il progetto, che prevedeva la creazione di un museo del rock interamente dedicato alla carriera del cantante, tra fotografie, strumenti e materiali personali, ma anche l’apertura di una scuola di musica per i ragazzi in difficoltà economiche.
Il frontman degli Aerosmith, il cui vero nome è Steven Victor Tallarico, aveva accettato a tal proposito di donare alcuni cimeli personali e di presenziare all’inaugurazione, a condizione che il museo sorgesse a Palazzo Bevilacqua, l’antica residenza della famiglia Tallarico.
I problemi legati alla sede museale
Le cose, tuttavia, andarono diversamente. Nonostante il finanziamento (di circa 1,3 milioni di euro) da parte della Regione Calabria fosse stato approvato sin da subito, l’amministrazione comunale dell’epoca decise di spostare la sede del museo in un altro immobile, acquistato appositamente, senza neppure informare il cantante americano. La modifica venne formalizzata nel 2022, e fu proprio allora che l’avvocato Nino Grassi informò Tyler di ciò che stava accadendo.
Fu a quel punto che l’artista decise di diffidare il Comune, dichiarando di non voler essere associato al progetto.
L’inchiesta e le accuse della Procura di Crotone
Diverse le voci riguardanti le motivazioni dello spostamento della sede museale: Nicola Belcastro, sindaco in carica nel 2022, sostiene di non aver mai raggiunto un accordo con i proprietari di Palazzo Bevilacqua. Affermazioni però smentite dalla Procura di Crotone, che ha evidenziato irregolarità nelle procedure amministrative e addirittura falsi documentali: di fatto, le procedure per l’esproprio dell’edificio non sarebbero mai state avviate ed i proprietari mai contattati. Gli appalti relativi alla nuova sede, inoltre, sarebbero stati affidati con modalità poco trasparenti.
E ancora: il Comune di Cotronei avrebbe anche tentato di attribuire parte delle responsabilità alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, accusandola di presunti ritardi burocratici. E’ emerso tuttavia dalle indagini che non fu mai chiesto alcun nulla osta all’Ente, passaggio indispensabile per poter procedere all’utilizzo dell’edificio storico. L’inchiesta ha così portato alla luce un sistema di appalti pilotati e fondi pubblici dirottati.
Tra gli indagati figurano i due ex sindaci, Antonio Ammirati e Nicola Belcastro, insieme ad assessori, consiglieri e funzionari comunali: in totale quindici persone. Già nelle prossime settimane potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio per coloro che non riusciranno a dimostrare la propria estraneità dei fatti.
Le difese del primo cittadino
Intanto il primo cittadino Antonio Ammirati ha fatto chiarezza sulla questione, dicendosi fiducioso nel lavoro della magistratura. Ha poi ricordato che nei giorni scorsi, e prima della chiusura delle indagini, il Comune avrebbe avviato la procedura per l’acquisizione di Palazzo Bevilacqua, affermando che la proprietà lo sta cedendo a titolo gratuito, ottenendo il via del Consiglio comunale lo scorso 28 ottobre.
Ma intanto, a Cotronei – e di riflesso in tutto il nostro Paese – resta l’amarezza per l’ennesima occasione mancata: un progetto che avrebbe potuto non solo valorizzare la memoria legata alla figura di Steven Tyler, ma anche e soprattutto rappresentare un’opportunità preziosa per il turismo locale.