“L’amore non si può cantare in una strofa da otto“. Da quando Un ragazzo una ragazza è stata presentata nel corso della prima serata del 74esimo Festival della canzone italiana è stato tutto un susseguirsi di illazioni riguardo a sospette somiglianze con altri brani, chi tirando in ballo Salirò di Daniele Silvestri e chi invece accostando lo stile del pezzo a quello di varie latinerie da Hit Mania Dance (da El mismo sol di Álvaro Soler in poi) dell’ultimo decennio.
Forti del successo dell’appiccicosissimo tormentone Italodisco della scorsa annata, The Kolors arrivano per la seconda volta nella loro carriera a Sanremo con una canzone che è una “fotografia urbana di una relazione”, ispirata da un buffo primo incontro tra due giovani nella Stazione Centrale di Milano (“Ci ha proprio distratti quella scena di un ragazzo quasi impacciato, con tutte le difficoltà che oggi si possono avere a tentare il primo approccio”, ha dichiarato il frontman Stash a Radio Italia) cui la band ha assistito.
Andatura che si colloca tra i Franz Ferdinand più festaioli, i Duran Duran più solari e funkeggianti per non tralasciare le ultime sortite discografiche dell’insegna Jamiroquai, con un ritornello perfetto per la baby dance, Un ragazzo una ragazza non è fatto per vincere la kermesse ma è evidente che non sia questa la preoccupazione della band. Qualcosa si sta muovendo intorno ai Kolors: non ci sono ancora annunci di nuovi album, ma la loro ex etichetta Baraonda si appresta a ripubblicare il prossimo 23 febbraio due loro lavori del passato, ovvero Out! e You, sia su CD sia in vinile (arancione nel primo caso, magenta nel secondo).
Il video ufficiale del singolo è diretto dai Younuts! (Niccolò Celaia e Antonio Usbergo), da più di dieci anni sulla cresta dell’onda grazie al lavoro in Sotto il sole di Riccione, Grosso guaio all’Esquilino – La leggenda del kung fu e videoclip per Elisa, Tommaso Paradiso, Marco Mengoni, Ligabue, Achille Lauro, Max Gazzè, Ultimo e gli stessi Kolors.