Possibile avvelenamento per Peter Verzilov, attivista legato alle Pussy Riot

Peter Verzilov, uno dei quattro attivisti che lo scorso luglio avevano fatto invasione di campo durante la finale dei Campionati di Calcio allo stadio moscovita di Luzhniki, versa in gravi condizioni. Si sospetta l'avvelenamento

Peter Verzilov è uno dei quattro attivisti che lo scorso luglio avevano fatto invasione di campo durante la finale dei Campionati di Calcio allo stadio moscovita di Luzhniki. Lo stesso mese era stato nuovamente arrestato assieme ai compagni nel giorno della sua scarcerazione e la scorsa settimana, a Mosca, era finito ancora in manette assieme a Veronika Nikulshina mentre protestava.

Intervista da un giornale locale – il Meduza, riportato da COS – è stata la stessa Nikulshina a denunciarne le condizioni di salute: «Ha iniziato a sentirsi male lo scorso martedì subito dopo l’udienza… …i suoi sintomi sono rapidamente peggiorati… …durante il trasporto all’Ospedale ha iniziato a parlare a vanvera… …poi ha perso la vista, la parola e la capacità di movimento». «Verzilov è stato portato d’urgenza nell’ala tossicologica dell’ospedale ma lo staff si è rifiutato di esaminarlo riguardo ad un possibile avvelenamento», continua, «hanno detto che le sue condizioni erano serie ma che il suo stato di salute stava migliorando e aveva iniziato a riprendere conoscenza».

Nel frattempo, le Pussy Riot continuano l’attività musicale legata all’azione politica. Lo scorso 27 luglio è stato condiviso il brano Unicorn Freedom con dedica a Anya Pavlikova, una diciottenne russa a sua volta dietro le sbarre. Su SA trovate infine l’articolo Pussy Riot. Non chiamatele punk, e la recensione dell’EP xxx. Foto di Anton Novoderezhkin.

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