Si dice che il matrimonio non si addica alla vita da rockstar, ma nel caso di Shane MacGowan è tutto da vedere. L’ex Pogues, dopo essersi sposato un anno e mezzo fa, e dopo aver festeggiato i suoi 60 anni alcuni mesi prima nel corso dello stesso 2018, ha deciso di tornare in pista come cantautore con un album in solitaria, a dieci anni dalla cover di Jay Hawkins I Put a Spell on You, registrata con Nick Cave, Bobby Gillespie, Chrissie Hynde e Mick Jones, e a ben 23 anni da The Crock of Gold, vale a dire l’ultimo lavoro registrato in studio con i suoi Popes.
In un articolo comparso sull’Irish Sun, si legge che il sessantaduenne musicista sarebbe già al lavoro con i Cronin, band guidata dai fratelli Johnny e Mick Cronin, e avrebbe già pronte cinque canzoni che finiranno nel nuovo album. Lo stesso Johnny ha affermato: «La maggior parte degli artisti si rammollisce con l’età, ma Shane va in tutt’altra direzione. Le nuove canzoni sembrano una tempesta di rabbia, sembra che vogliano spaccare il tetto dello studio. Shane è ancora un punk». Il musicista ha poi dichiarato, sempre riguardo a MacGowan: «Sta bene con la voce. Spacca di brutto con le sue parti vocali e la sua energia è formidabile. È incredibilmente emozionante registrare con lui. Non è solo divertente, ha anche grande personalità e un sacco di idee che gli escono di continuo». Le nuove canzoni – si legge sempre nell’intervista – sono «punk allo stato brado e senza tempo».
La testata irlandese riporta anche le impressioni di un addetto ai lavori che avrebbe ascoltato le session: «Nemmeno un paese come il nostro che si sta blindando a causa del Coronavirus fermerà Shane». E a tal proposito, è sempre Johnny Cronin ad affermare: «Vuole ricominciare a registrare la prossima settimana, ma solo se siamo tutti d’accordo. Si sente ispirato e vuole andare avanti. Come musicista e fan, sento che devo dare il meglio, so che devo spremermi perchè mi trovo in studio a dare una mano per quello che sarà il ritorno di Shane. Sia io che gli altri ricorderemo queste session per il resto delle nostre vite».
MacGowan, nel corso della sua carriera, si è segnalato anche per i suoi comportamenti autodistruttivi, in particolare dipendenza dall’alcol e – in passato – dall’eroina. Dall’estate 2015 è costretto su una sedia a rotelle per i postumi di una caduta. I Pogues sono stati attivi in due distinti periodi: il primo, e ovviamente il più luminoso, dal 1982 al 1996, con la pubblicazione dei loro album migliori, tra cui il capolavoro Rum, Sodomy And The Lash (1985); il secondo, a partire dal 2001 e fino al 2014. Cinque anni fa morì il chitarrista Philip Chevron.
A seguire, una delle tante esecuzioni live di Dirty Old Town, brano della prima metà del secolo scorso reso popolare dai Dubliners, ma a cui i Pogues – universalmente riconosciuti come eredi della leggendaria folk band irlandese degli anni ’60 – hanno ridato nuova vita pubblicandone una versione anche sul succitato Rum, Sodomy And The Lash.