Eddie Vedder e Pearl Jam
Eddie Vedder e Pearl Jam, still dal live a Asbury Park (2021)

Pearl Jam a Imola. Eddie Vedder: “Questa sera è speciale. Durante il Covid sognavo l’Italia”, scaletta e fan video

La band è “ancora viva”

È un concerto speciale quello di Eddie Vedder e dei Pearl Jam all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, con i Pixies ad aprire lo show. Dopo due anni di posticipi, è lo stesso frontman a dirlo a chiare lettere, in italiano stentato ma appassionato, davanti ai sessantamila di Imola, prima di attaccare Dance Of The Clairvoyants, uno dei singoli che hanno anticipato la pubblicazione dell’ultimo album in studio, Gigaton (2020).

A dimostrazione che a quel disco la band di Seattle tiene ancora, i brani eseguiti sono ben 4 (Quick Escape, Seven O’Clock e Superblood Wolfmoon), un numero pari a quelli proposti da Yield (Do the Evolution, Given to Fly, MFC e Wishlist) e inferiore soltanto a quelli suonati da Ten. E da quel debut, che è anche il lavoro di maggior successo commercialmente della band, non manca praticamente nulla. La doppietta Even Flow e Why Go infiamma l’Autodromo subito dopo l’esecuzione della canzone con la quale, tra l’emozione e i sing along dei fan, si apre lo show, Corduroy (da Vitalogy), mentre Jeremy viene messa strategicamente a metà scaletta, e così Porch chiude il set con Alive e Black riservate ai bis.

Canzoni cantate a memoria, cori (da stadio) – tra cui degli “oh ohh ohhhh” da far concorrenza al Vasco nazionale lunghi quanto le code di quel giorno in autostrada – formano la colonna sonora di chi da tutta Italia è arrivato per urlare assieme alla band “we are still alive”. Ed Eddie, con la bottiglia di Barolo in mano, è lì per loro, come un buon padre di famiglia, ad assicurarsi che stiano bene (visto il caldo torrido della serata), a dar conforto a chi tra loro ha perso cari ed amici (anche causa Covid), a raccontare aneddoti che il pubblico ormai conosce tanto quanto lui (la moglie conosciuta a Milano, ecc.) e non ultimo a scagliarsi contro la decisione della Corte Suprema degli USA per la storica abolizione della sentenza che rendeva l’aborto un diritto per le donne.

E poi c’è Mick McCready che la chitarra la suona coi denti oltre che con le mani, a riprova che quello di Imola è stato un concerto rock, o meglio classic rock, ma ancor prima un happening. Un tornar a riabbracciare fan che in media non hanno molti anni di differenza d’età dai membri della stessa band. Chissà quanti di loro erano a sentirli a Milano, trent’anni fa, per quella che è stata la loro prima data in assoluto da queste parti. Concerto che lo stesso frontman ha ricordato prima di attaccare uno dei brani del bis.

Parecchi anni fa facevo il facchino in un hotel di lusso, un cliente mi aveva dato da parcheggiare la sua Ferrari e mi ci sono fatto un giro per le strade di San Diego. Una delle più grandi bravate della mia vita. Beh 35 anni dopo siamo qui e abbiamo le chiavi dell’autodromo dedicato a questa casa automobilistica.
Eddie Vedder

Durante il Covid, sognavo l’Italia, mi sembrava tutto vero e reale. E quando mi svegliavo ero triste perché non ero lì. Quindi vi chiedo: è reale? Sono qui? Voi ci siete?
Eddie Vedder

 

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Scaletta

  • Corduroy
  • Even Flow
  • Why Go
  • Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
  • Dance of the Clairvoyants
  • Quick Escape
  • MFC
  • Jeremy
  • Come Back
  • Save You
  • Wishlist
  • Do the Evolution
  • Seven O’Clock
  • Daughter
    (with “People Have the Power” by Patti Smith and “W.M.A.” tags)
  • Given to Fly
  • Superblood Wolfmoon
  • Lukin
  • Porch

 

Bis

  • State of Love and Trust
  • Black
  • Better Man (with “Beast of Burden” by the Rolling Stones and “Save It for Later” tags)
  • Alive
  • Yellow Ledbetter

 

Ad aprire il concerto, i Pixies che sotto un sole calante ma ancora caldissimo hanno eseguito ben 20 brani, tra classici (Where Is My Mind?, Debaser, Gigantic, Bone Machine…) e pure un paio di cover, Winterlong di Neil Young e Head On dei Jesus and Mary Chain.

 

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