Nick Cave (2017)

Nick Cave dà dello “stronzo” via internet a un fan omofobo

Nick Cave risponde a dovere a un utente bifolco (o un troll?).

Nick Cave, come si sa, ha aperto un sito – The Red Hand Files – tramite cui interagire direttamente con i suoi fan. La disintermediazione, però, può portare a spiacevoli episodi come quello – avvenuto di recente – di un fan che dalle colonne dello stesso portale ha espresso giudizi omofobi sui fan del cantante australiano; il quale, tuttavia, non s’è fatto pregare per rispondergli e, sempre sulle pagine dello stesso The Red Hand Files, l’ha chiamato «stronzo».

In verità, tutto era partito da una domanda postata da una fan tedesca di nome Jessica, la quale aveva chiesto al cantautore: «Ti capita mai di essere disgustato, o semplicemente annoiato, da commenti o domande postati qui? Spero di no! Grazie mille per questo progetto e per la tua musica». Prima di rispondere, l’artista ha quotato la sua risposta data a un’altra domanda, quella postagli da un fan dell’Alabama di nome George, che gli aveva chiesto: «Ti senti mai stanco di tutte quelle lesbiche grasse e pretenziose a cui piace la tua musica? Personalmente adoro parecchio di ciò che hai fatto, ma trovo la maggior parte dei tuoi fan insopportabili. Volevo sapere se la pensi come me». E il buon Nick, nel rispondergli, l’ha presa da lontano, ma solo per caricare al meglio il pugno virtuale sferrato a quello che più che altro sembrava un troll. Cave, infatti, è partito nientemeno che dalla Bibbia: «Gesù, sulla croce, diceva: “Perdonali perchè non sanno quello che fanno”. Ebbene, George, credo che stesse parlando direttamente a te».

Poi, con più stretto riferimento all’attualità, ha aggiunto: «Qualche settimana fa, nel rispondere a una domanda, difesi il diritto delle persone a dire quello che pensavano. E, allo stesso modo, difendevo il diritto delle persone a insultare. In breve, difendevo l’idea della libertà d’espressione. Ma sembra che in questi giorni la libertà di parola sia un po’ caduta in disgrazia. Qualcuno ha estremizzato il concetto e adesso il sostegno alla libertà di parola è spesso associato all’ultradestra, il che secondo me è alquanto bizzarro. Ad ogni modo, io credo che anche se abbiamo il diritto di dire qualsiasi cosa, esistano delle conseguenze, e non è che il poter parlare liberamente ci metta al riparo da esse». Ed ecco l’affondo al sedicente fan: «In ossequio alla libertà di parola, George, io ti ho messo a disposizione una piattaforma, ma suppongo che il 99 per cento delle persone che hanno letto la tua domanda pensi che tu sia un po’ stronzo, anche se potrei sbagliarmi, magari sono di più. Ora, tu potresti dire: “Che ne sapete, non mi conoscete, come può ferirmi la cosa?”. Potresti dirlo, sì, ma ti sbaglieresti. Io non credo che l’anonimato ti protegga davvero, come non protegge nessun troll sui social media. Io credo ci siano dei collegamenti psichici tra tutti noi, e la negatività che creiamo ci si ritorce sempre contro».

Tuttavia, secondo l’autore di The Good Son, anche chi cade in errore può redimersi: «La possibilità di agire in modo migliore ci è offerta continuamente, così da poter rendere ciò che facciamo la cosa più giusta, invece che la peggiore. In questo momento, George, per te non è troppo tardi. Se chiudi gli occhi e ti scusi con i miei fan, magari l’attenzione negativa che si è concentrata su di te potrebbe iniziare a dissiparsi. Io credo che i miei fan siano abbastanza svegli e sufficientemente disposti a perdonare per capire che le tue parole riguardano solo una parte marginale della tua evoluzione individuale».

Sulle nostre pagine trovate la recensione di Skeleton Tree, l’ultimo album di Nick Cave & The Bad Seeds, un lungo monografico dedicato all’artista firmato da Tommaso Iannini e le riflessioni di Stefano Solventi in merito alla diatriba sullo spinoso tema dei concerti in Israele.

Tracklist
  • 1 Jesus Alone
  • 2 Rings of Saturn
  • 3 Girl in Amber
  • 4 Magneto
  • 5 Anthrocene
  • 6 I Need You
  • 7 Distant Sky
  • 8 Skeleton Tree
Nick Cave & The Bad Seeds
Skeleton Tree

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