Harold Budd, celebre compositore noto per il suo lavoro minimalista e le sue collaborazioni con Brian Eno, è morto ieri all’età di 84 anni. A confermarlo, il suo manager, Steve Takaki, che ha rivelato anche che la causa della morte è da attribuire alle complicazioni del COVID-19.
Immediato il cordoglio e gli omaggi di amici e collaboratori, come Robin Guthrie dei Cocteau Twins, che su Facebook ha scritto: «Difficile da digerire. Ho condiviso molto con Harold da quando eravamo giovani a quando si è ammalato, ho condiviso moltissimo con Harold negli ultimi 35 anni, punto. Mi sento vuoto, improvvisamente perso e impreparato a questo… Le sue ultime parole per me sono state “adios amigo”… lo rimarranno per sempre. Ha lasciato un vuoto enorme con il nome Harold Budd scritto sopra».
Dopo aver studiato teoria della musica al Los Angeles Community College, suonato la batteria nella band dell’esercito, e continuato gli studi al Cal State Northridge sotto l’ala protettiva di Gerald Strange, Budd divenne presto parte dell’influente gruppo di compositori che includeva anche Terry Riley, John Cage e Morton Feldman.
Successivamente studiò il piano da autodidatta e sviluppò il suo stile “soft pedal” che divenne notevolmente influente nella musica dell’epoca e di quelle successive. Nel 1972 il suo brano Madrigals of the Rose Angel destò l’attenzione di Brian Eno che produsse il suo esordio nel 1978 The Pavilion of Dreams. Budd e Eno avrebbero lavorato frequentemente insieme per tutto il decennio successivo, come in Ambient 2: The Plateaux of Mirror del 1980, The Pearl del 1984 e in The White Arcades del 1988.
Durante gli ’80 si trasferì in Inghilterra dove collaborò anche con i Cocteau Twins, con cui pubblicò l’album collaborativo The Moon and the Melodies nel 1986; Budd e Guthrie avrebbero continuato a collaborare nei Duemila. Negli anni ’90 segnaliamo le collaborazioni con Andy Partridge degli XTC in Through the Hill e con il produttore tecno Hector Zazou in Glyph.