E’ morto ieri, all’età di 83 anni e per cause naturali, presso l’ospedale di Bakersfield, in California, dove era stato trasferito di recente dalla prigione di Stato di Corcoran (in cui era detenuto dal 1972), Charles Manson, famigerato capo di una setta para-religiosa che, nel 1969, fu mandante di uno dei più efferati assassini della storia americana, quello dell’attrice Sharon Tate (allora moglie incinta di Roman Polanski), di Abigail Foster, del parrucchiere delle dive Jay Sebring e di altre due persone.
Nato a Cincinnati nel 1918, nel periodo antecedente alla detenzione per “cospirazione finalizzata all’omicidio”, Manson è stato un aspirante folksinger. Chitarrista e songwriter era riuscito a farsi notare dal produttore dei Byrds, Terry Melcher, ed aveva goduto per un breve periodo dell’amicizia (e dello studio di registrazione casalingo) di Dennis Wilson dei Beach Boys. Lo stesso Wilson adattò la sua Cease To Exist per la b-side dei Beach Boys Never Learn Not to Love poco prima dell’omicidio Tate. La versione originale del brano fu in seguito ri-registrata e inserita da Manson nel suo debutto solista – Lie: The Love and Terror Cult – album che uscì per raccogliere fondi volti al finanziamento delle sue spese processuali (vendette soltanto 300 delle 2.000 copie messe in commercio).
Dal carcere Manson ha continuato a produrre musica. Del 2005 l’album One Mind contenente poesie e spoken word. E sempre durante la detenzione, è stato intervistato in quattro – famose – occasioni, tra cui quella condotta da Charlie Rose, per la quale il giornalista vinse un Emmy. Numerose inoltre le cover del suo repertorio da parte di artisti noti e meno noti, tra cui citiamo quella dei Guns N’ Roses di Look at Your Game, Girl, e altrettanto note le band e gli artisti che a lui si sono ispirati per la scelta della propria ragione sociale e alias: Kasabian, Spahn Ranch e naturalmente Marilyn Manson.
https://youtu.be/XJrrQ2apjVg
https://youtu.be/RgfILrd8HjE