In occasione dell’uscita della benefit compilation Love in the time of Covid, Afternoon Tunes Radio Città Fujiko ha fatto due chiacchiere con Andrea Vascellari (in arte Lullabier), ideatore del progetto. La compilation è nata dalla passione del musicista e label manager per lo slowcore, la drone music e il dreampop, e dal bisogno di fare qualcosa di costruttivo per fronteggiare l’epidemia legata al Coronavirus. L’intero incasso è infatti devoluto a Response Fund, un fondo nato a supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
«Verso la metà di marzo, chiuso in casa, mi è venuta l’idea di contattare un po’ di artisti che ho avuto modo di conoscere ai concerti sia come fan, sia come musicista, sia grazie alla mia etichetta (la VeniVersus), con l’intenzione di fare una compilation per raccogliere fondi. Uno di questi è stato Pall Jenkins dei Black Heart Procession che si è dimostrato da subito entusiasta del progetto, tanto da scriverci un pezzo in esclusiva».
Se alcuni nomi del calibro di Dean Wareham (Galaxie 500) o di Chris Brokaw (Codeine, Come) non hanno bisogno di presentazioni, così come neppure Idaho e Jessica Bailiff, in tracklist troviamo anche figure più underground come Mark Rolfe dall’Inghilterra, Thorn1 dalla Siberia e lo stesso Vascellari con il progetto Lullabier. «A soli 7 euro, e anche considerando il tipo di musica proposta, la compilation in poche settimane ha raccolto un migliaio di euro. Per una giornata è stata persino la più venduta su Bandcamp», ci racconta Andrea, che rimarca inoltre che presto lo streaming si estenderà anche ad altre piattaforme.
Per il dettaglio sulle 17 tracce che compongono l’album vi rimandiamo ad una pagina dedicata. Di seguito, l’audio streaming dell’intervista.
