In passato vi abbiamo parlato della Loudness War – ovvero la tendenza a pubblicare dischi registrati ad un volume via via sempre più alto e con una dinamica dei suoni sempre peggiore – in un articolo specifico che prendeva in considerazione anche il problema della qualità audio.
Sempre in riferimento a tale problema, fa un certo scalpore scoprire dal blog di Ian Shepherd (noto ingegnere del suono specializzato in mastering audio e tra i promotori del Dynamic Range Day, caduto lo scorso 27 marzo) che il nuovo album di Taylor Swift, 1989, ha un livello di loudness (termine generalmente tradotto come “volume”, sebbene questa non sia l’esatta trasposizione) più alto rispetto a dischi di Jack White, AC/DC, Sex Pistols e molti altri.
Nella selezione di titoli riportata nel grafico (risultato di rilevazioni tramite parametri istituiti dal Dynamic Range Database) spiccano, tra i dischi dal volume più alto (e quindi con qualità audio peggiore in termini di dinamica dei suoni, secondo Shepherd), Death Magnetic dei Metallica, Nicki Minaj con The Re-Up e Recess di Skrillex.
Ci sono però anche segnali positivi, dal momento che album usciti nel 2015 e nel 2014 come Uptown Special di Mark Ronson, Lazaretto di Jack White e Random Access Memories dei Daft Punk presentano un buon compromesso tra dinamica e volume, al contrario di quello che ci si sarebbe potuti aspettare visto il trend generale. Segno di un’inversione di tendenza e della fine della Loudness War? Incrociamo le dita.
