Di Tiresia, l’album con cui l’omonimo duo formato da Bruno Dorella (OvO, Bachi Da Pietra, Ronin, Jack Cannon) e Stefano Ghittoni (Dining Rooms, Peter Sellers & The Hollywood Party, discografico con Intervallo) ha dato il via alla propria, particolare esperienza sonora, diremo altrove in maniera più estesa. Oggi invece presentiamo, in esclusiva per Sentireascoltare e disponibile nella sezione widget della pagina album, la performance che i due hanno tenuto all’ultimo Transmissions, il festival avant organizzato da ben dieci anni da Chris Angiolini del Bronson/Hana Bi di cui trovate un dettagliato resoconto su queste colonne. Per presentarci il progetto e parlarci del live abbiamo scambiato due fugaci parole con Stefano Ghittoni, venendo a sapere che la conoscenza tra i due è di vecchia data.
«Conosco Bruno da tantissimo tempo ma non era mai capitato di ipotizzare cose insieme, poi un paio di anni fa ci siamo scambiati un paio di featuring, io nell’ultimo Ovo, Creatura, ho fornito qualche samples da sviluppare e Bruno in Do Hipsters Love Sun (Ra)?, l’ultimo disco del mio progetto The Dining Rooms, ha suonato la chitarra in un brano – e che la coincidenza ha giocato un ruolo fondamentale: Quando, più o meno nello stesso periodo, ho pensato a un progetto di musica ambientale e a produrre le prime atmosfere ho pensato anche a musicisti che potessero espandere le atmosfere di partenza… ne ho parlato così con Bruno che, ironia della sorte, stava pensando alla stessa cosa, produrre musica ambient… abbiamo quindi unito le forze in Tiresia».
Unione se non di opposti, per lo meno di mondi sonori piuttosto diversi, Tiresia è, sempre nelle parole di Ghittoni, «un progetto che ha al suo interno alcune cose che ci piacciono molto, innanzitutto una grande cinematicità, anche se un pò astratta, alcune cose di noise e di musica concreta, le chitarre un pò sature tipo MBV, un pò di paddoni e di temi melodici, per quanto mi riguarda anche Steve Reich e Sun Ra, anche se forse più a livello concettuale e di attitudine» e che, per forza di cose, nasce a distanza e con una gestazione lenta: «La produzione in studio si sviluppa tra Milano e Ravenna, le nostre due città attuali, con scambi di files e di impressioni… è una produzione molto rilassata, con grande spazio alle idee di ognuno di noi».
Come anticipato, del disco in uscita su nastro per la Weird Tapes serie della Bronson Recordings, parleremo altrove, ma all’ascolto del live non si può non notare che i due hanno saputo ricreare on stage le atmosfere del disco, nonostante le ovvie differenze dei due approcci: «La dimensione live è più dinamica, i nostri ruoli in studio rimangono fondamentalmente invariati, io ai samples e all’elettronica e Bruno alla chitarra, però l’interscambio è molto più profondo… non dico una cosa tipo jam perché il mood è sempre molto minimal-catatonico però c’è anche molta più improvvisazione soprattutto negli sviluppi armonici di Bruno e nelle mie aggiunte elettroniche».
Il consiglio è ovviamente quello di andare alla pagina dedicata e perdersi nella mezzora architettata dai due lo scorso 24 novembre, durante la giornata inaugurale del Transmissions X.