OK, è vero, Julie Byrne con la sua musica aggiunge poco o nulla alla storia del folk americano – nella recensione dell’ultimo disco dell’artista Maria Eleonora Mollard segnalava che «nei momenti peggiori, Julie è il riflesso di Sarah McLachlan (Follow my voice). Nei momenti migliori (Natural Blue) scaturisce un’immaginario da sogno celtico, folk, delicato, rarefatto come una vita liquida che possiamo solo immaginare» – ma ascoltarla live mentre a Tiny Desk esegue chitarra-voce-arpa tre brani estratti da Not Even Happiness (Sleepwalker, Follow My Voice, I Live Now As A Singer) è davvero un piacere.
Di seguito trovate il video con l’esibizione.