John Zorn, Mekons, Nels Cline, Laurie Anderson, Marc Ribot, Panda Bear, Beth Orton, Bill Frisell e molti altri artisti americani hanno firmato una petizione lanciata dalla Music Warkers Alliance per ottenere un più equo ricavo dalla vendita di musica digitale.
Mentre a causa del lockdown tutti i record store rimangono chiusi, gli eventi dal vivo sono stati annullati e decine di migliaia di musicisti e DJ cercano di accedere alle indennità di disoccupazione, Facebook, Google e Youtube continuano a fatturare milioni e milioni di dollari. La petizione è diretta proprio nei confronti di questi colossi digitali, affinchè devolvano l’1% degli introiti publicitari a un fondo di soccorso per i creatori di contenuti, il cui lavoro non retribuito genera molto della loro ricchezza. Secondo le richieste avanzate, il fondo deve restare attivo per tutto il periodo del lockdown così da poter dare ristoro ai molti artisti bloccati a causa della pandemia.
Inoltre, si spiega ancora meglio come il lavoro registrato non sia un’alternativa di reddito praticabile a causa della violazione del copyright di massa consentita dalla sezione 512 del Digital Millennium Copyright Act. La petizione MWA, che ha già raccolto 3.000 firme, chiede a queste società di porre fine alla violazione adottando misure tecniche standard. Come molti degli artisti evidenziano, infatti, è impossibile mantenere un mercato digitale equo e giusto se YouTube continua a trarre profitto consentendo un’infrazione di massa senza concedere agli artisti nulla del guadagno ottenuto in questo modo.