Lo scorso marzo Joe Corré – figlio di Malcolm McLaren e Vivianne Westwood, nonché fondatore del marchio di biancheria intima Agent Provocateur – ha annunciato di voler vedere bruciare una collezione di memorabilia legati al mondo e alla storia del punk rock del valore di 5 milioni di sterline (6 milioni di euro circa). L’evento, se così si può definire, dovrebbe tenersi il prossimo 26 novembre a Camden (Londra), in occasione di una manifestazione statale in onore della nascita del genere musicale. In risposta a questa uscita infelice, è arrivato il parere di una figura illustre del panorama punk britannico e internazionale, John Lydon – alias Johnny Rotten e frontman di PiL e Sex Pistols – che, ai microfoni di The Metro, ha commentato: «se vuoi sbarazzarti di 5 milioni di sterline in valore di qualsiasi cosa, non sarebbe meglio vendere quella roba e donare il denaro in beneficenza? Razza di fottuto, egoista, esperto di biancheria intima. Perché non bruci il tuo reggiseno?».
Questo, tuttavia, non vuol dire che Lydon appoggi le celebrazioni ufficiali del punk: «È un evento organizzato da gente che non ha avuto alcun ruolo nel fenomeno, quando accadeva. Gente come Boris Johnson [politico e giornalista britannico – ndSA]. Non ci sono passati e non hanno vissuto sulla loro pelle di quella roba. Arrivano con l’ultimo treno e poi si mettono a fare commenti sul bruciare questo e quello. Vedere che la gente non sta capendo nulla della faccenda mi rende nostalgico di quei tempi, ma in realtà ho troppe cose da fare per perdere tempo con la nostalgia».
Su queste pagine trovate sia l’ascolto e la recensione di Never Mind The Bollocks (scritta da Edoardo Bridda), sia il dettaglio su Punk London.

