Alanis Morissette, Pistoia Blues 2018, foto di Patrizio Buralli (2018)

“Jagged”. Alanis Morissette racconta la sua scalata al successo in un documentario di Alison Klayman

“Jagged” ripercorre la scalata al successo della cantante che, per la prima volta, denuncia gli abusi subiti da adolescente

Jagged, il documentario della regista e giornalista statunitense Alison Klayman incentrato sull’ascesa al successo planetario di Alanis Morissette negli anni ’90, sta già facendo parecchio discutere per un’indiscrezione del Washington Post. Nel film, in anteprima questa settimana al Toronto Film Festival – e in seguito in streaming via HBO – verranno ripercorse le tappe che hanno portato la allora giovanissima cantante canadese alla pubblicazione del debut Jagged Little Pill, un album che ha venduto a oggi 33 milioni di copie e i cui singoli – You Oughta Know, Hand in My Pocket e Ironic – sono diventati hit planetarie e sono oggi considerati anthem alt-rock femministi.

Nel documentario, tra immagini e filmati di repertorio, la cantante di Ottawa parla in prima persona della propria carriera artistica, evidenziando aspetti positivi e negativi, entrando inoltre e per la prima volta in alcuni dettagli della propria adolescenza. Tra i fatti raccontati, la denuncia di violenze sessuali subite da più uomini a 15 anni, un anno prima dell’età del consenso secondo la legge canadese.

Mi ci sono voluti anni di terapia anche solo per ammettere che c’era stata vittimizzazione da parte mia. Affermavo di essere consenziente, ma poi mi veniva rammentato “avevi quindici anni, non lo sei certo a quell’età”.
Alanis Morissette

La quarantasettenne non fa nomi e cognomi, ma spiega le motivazioni legate alla tardiva confessione, accusando innanzitutto la società e la mancanza d’ascolto su questo tema. È per questo, dice, che le «donne aspettano anche 30 anni per venire allo scoperto». Se non lo hanno fatto prima è perché «o nessuno le ascoltava o hanno subito minacce personali o nei confronti della loro famiglia».

Parlando del suo caso, Morissette ammette di aver confidato le violenze a alcune persone, ma che le sue affermazioni erano puntualmente cadute nel vuoto. E non è neppure la prima volta che denuncia questo tipo di abusi. Lo scorso anno, in un’intervista concessa al Sunday Times, ne aveva parlato in relazione al mondo della musica.

La gran parte delle donne nel mondo della musica sono state aggredite, molestate o stuprate, È un aspetto onnipresente, nel music business ancor più che in quello del cinema. Se non avessi avuto un solido team di terapisti alle spalle, non credo che sarei ancora qui.
Alanis Morissette

Jagged, oltre a quelli della cantante, conterrà gli interventi di alcuni suoi fan, come Shirley Manson dei Garbage, il critico Hanif Abdurraqib e il filmaker Kevin Smith. Quest’ultimo nel 1999 l’aveva diretta nel suo film più controverso, Dogma, satira sulla Chiesa cattolica e sulla fede in cui Morissette recitava nel ruolo di Dio.

Update: sempre il The Washington Post riporta che la cantante non sarebbe contenta del film per «ragioni non specificate» e pertanto non parteciperà alla sua prima al Toronto Film Festival. Alison Klayman, regista del documentario, ha già replicato sulla questione in due interventi a The Post e a Deadline, dicendosi «dispiaciuta dell’assenza di Morissette», e di essere molto «orgogliosa del lavoro svolto». Spera, inoltre, che la cantante possa partecipare ai futuri eventi legati alla pellicola e che ciò che ha fatto per la sua realizzazione è stato «molto coraggioso».

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