L’American Federation of Musicians prende posizione e lo fa senza mezzi termini. Venerdì 16 maggio, attraverso un comunicato firmato dal presidente Tino Gagliardi, il sindacato ha difeso apertamente Taylor Swift e Bruce Springsteen dopo che l’ex presidente Donald Trump ha rivolto loro insulti personali sui suoi profili social.
“Non resteremo in silenzio mentre due dei nostri membri – Bruce Springsteen e Taylor Swift – vengono presi di mira e attaccati pubblicamente dal Presidente degli Stati Uniti”, si legge nella nota. “Springsteen e Swift non sono solo musicisti brillanti: sono modelli e fonte d’ispirazione per milioni di persone negli Stati Uniti e nel mondo”.
La dichiarazione si chiude con un messaggio chiaro: “I musicisti hanno diritto alla libertà di espressione. Siamo al fianco di tutti i nostri iscritti”.
Vedo che Bruce Springsteen, un tipo ampiamente sopravvalutato, va in un Paese straniero per parlare male del Presidente degli Stati Uniti. Non mi è mai piaciuto, non mi è mai piaciuta la sua musica, né la sua politica della Sinistra Radicale e, cosa importante, non è un tipo talentuoso — solo un prepotente, fastidioso JERK (idiota), che ha sostenuto con fervore Joe Biden il Disonesto… …Springsteen non è esattamente un fulmine di guerra, non capiva cosa stesse succedendo — o forse sì (il che è anche peggio!)? Che questo rocker secco come una prugna rinsecchita (con la pelle tutta raggrinzita!) stia zitto fino al suo ritorno negli Stati Uniti è il minimo sindacale che si possa pretendere. Poi vedremo come gli andrà a finire!
Donald J. Trump
L’intervento del sindacato arriva dopo una serie di post pubblicati da Trump su Truth Social, in cui l’ex presidente ha affermato: “Qualcuno ha notato che da quando ho detto ‘ODIO TAYLOR SWIFT’, non è più ‘sexy’?”, in riferimento a un post già condiviso lo scorso settembre contro la popstar, che più volte ha criticato le sue politiche.
Per quanto riguarda Springsteen, Trump ha rincarato la dose definendolo “non esattamente un fulmine di guerra” e aggiungendo di “non aver mai apprezzato la sua musica”. Tutto questo dopo che, durante la prima data del suo tour europeo, il Boss lo aveva definito “incompetente e traditore”.
Non è certo la prima volta che Bruce Springsteen si esprime pubblicamente contro Trump: nel 2016 lo aveva definito “un idiota” in un’intervista a Rolling Stone, e nel 2024, durante un comizio a sostegno di Kamala Harris, lo aveva etichettato come “un tiranno americano”.