Le Iene tornano a parlare del secondary ticketing e Claudio Trotta si ritira da Assomusica

Le Iene sono tornate a parlare del secondary ticketing e questa volta hanno provato a chiedere risposte all'ex amministratore delegato di Vivo Concerti. Intanto, Claudio Trotta di Barley Arts si è ritirato per protesta da Assomusica.

Ieri sera le Iene Nicolò De Devitiis e Matteo Viviani sono tornate a parlare del secondary ticketing e della pratica, apparentemente molto diffusa tra gli organizzatori di concerti nostrani, di vendere biglietti a siti di bagarinaggio come Seatwave e Viagogo per poter guadagnare il 90% dell’incasso da ogni ingresso smerciato ad un prezzo maggiorato, senza rispettare il contratto di esclusiva sottoscritto negli ultimi 15 anni con Ticketone.

Dopo le laconiche risposte fornite da Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation Italia, che ha addossato agli artisti la colpa di tutto, scatenando le reazioni di Tiziano Ferro, Giorgia, Marco Mengoni, Ligabue, Cesare Cremonini, Eros Ramazzotti e Vasco Rossi, le Iene hanno mostrato altre fatture, questa volta riguardanti Vivo Concerti ed in particolare l’ex amministratore delegato Corrado Rizzotto, ora a capo di Indipendente Concerti. Rizzotto si è guardato bene dal rispondere alle accuse rivoltegli, asserendo di non aver gradito il montaggio del precedente servizio.

In tutto questo tempo, Assomusica (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo) non ha preso una posizione definita riguardo alla delicata faccenda, e per questo motivo Claudio Trotta, proprietario di Barley Arts, ha annunciato con la seguente lettera di voler uscire dall’associazione. In attesa di ulteriori sviluppi, intanto, con la diffusione della notizia delle Iene sui TG nazionali, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, ha presentato alla Camera un emendamento per contrastare il bagarinaggio, per cui sono previste multe dai 30.000 ai 180.000 euro.

 

«Cari Associati

Ho assistito, come probabilmente molti di voi, alla trasmissione di ieri sera de “Le Iene”, che ha mostrato la terza puntata dell’indagine sul tema del Secondary Ticketing. Alla luce di quanto nuovamente emerso è palesemente stridente la posizione e l’atteggiamento che la nostra dirigenza ha assunto, e messo in atto nel corso dell’intero anno corrente. Ho per fortuna assistito alle nette prese di posizione di Clemente Zard e di Ferdinando Salzano, e all’adesione formale di Alex Fabbro alla mia azione legale contro Live Nation per danni di immagine e concorrenza sleale. Grazie a ciò mi sono fortunatamente sentito un po’ meno solo; tuttavia voglio brevemente riassumere quanto successo per non lasciare nulla di incompreso circa la decisione che ho maturato e che qui vi comunico. Ricordo a tutti voi che ho cominciato a denunciare questo cancro da moltissimi anni; a livello internazionale e nazionale, a livello mediatico e istituzionale, durante incontri pubblici e in occasione di assemblee, direttivi e riunioni associative. Quanto scritto a proposito della mia presa di posizione è largamente presente sul web, all’interno di documenti ufficiali (pubblicati anche sui miei social network, privati ed aziendali), e all’interno dei report redatti al termine delle riunione di “Assomusica” e di “International Live Music Conference”. Più in particolare Vi riassumo quanto successo quest’anno:

Nel mese di Gennaio, in occasione di un incontro svoltosi presso l’AGIS di Milano, alla quale hanno partecipato tutti i principali produttori nazionali, ho chiesto di prendere una posizione comune contro tale fenomeno, ottenendo solo adesione informale da parte di Orazio Caratozzolo per conto di F&P Group e da David Zard. La maggioranza dei partecipanti non si è espressa in merito, e due importanti produttori nazionali hanno dichiarato l’adesione al modello “Secondary Ticketing”; uno dei quali ha poi curiosamente firmato l’appello contro il Secondary Ticketing promosso dalla Siae. In quell’occasione ho lealmente informato tutti i presenti che non mi sarei fermato e che avrei continuato anche da solo questa battaglia etica, affermando che fare impresa non può e non deve significare per tutti fare speculazione. Nei mesi seguenti ho chiesto due volte al Consiglio Direttivo dell’associazione di prendere una posizione sul tema, e lo stesso ha deciso di non prendere in tutte e due le occasioni alcuna posizione come documentato dai verbali. Il 4 aprile ho presentato un esposto penale alla Procura della Repubblica di Milano. Ho sollecitato più volte pubblicamente, con email e scritti di varia natura, gli associati, i produttori nazionali, i cantanti ed i gruppi musicali, le associazioni dei consumatori e più in generale l’intera filiera della musica dal vivo, di aderire a questa battaglia. Fino alla messa in vendita dei Coldplay e al secondo servizio de “Le Iene” non mi pare che nulla di concreto sia cambiato nell’interesse collettivo, salvo il crescente malumore (e sto usando un eufemismo) dei nostri consumatori. Il resto è di vs conoscenza inclusa la mia lettera aperta a tutti gli associati e ad Assomusica che qui vi allego nuovamente. Non mi pare che la dirigenza abbia adeguatamente, e nei tempi necessari, preso le distanze, da quanto riassunto sopra, e, come avevo già accennato in precedenza, non riesco a restare un minuto in più in quest’Associazione, che non sento più appartenermi e rappresentarmi adeguatamente. Con effetto immediato mi dimetto dolorosamente da Associato di un Associazione che ho fieramente contribuito a costituire nel lontano 1996, soprattutto per la propria e collettiva dignità personale che in questo momento sento duramente svilita e colpita».

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