Ian Brown (2020)

Ian Brown dice no ai festival che obbligano alla vaccinazione

L'ex-frontman degli Stone Roses ribadisce la sua posizione no vax e le implicazioni che questa comporta

Lo scorso anno Ian Brown è finito sotto una pioggia di critiche dopo aver condiviso un tweet con una fitta serie di no: no al lockdown, no ai test, no al tracciamento del virus, no alle mascherine e last but not least no vax. Da lì in poi ha condiviso un brano contro l’uso dei dispositivi di protezione individuale e farneticato, sempre via social media, su varie teorie del complotto, comprese quelle celeberrime che tirano in ballo la rete 5G come connettore dei microchip che verrebbero iniettati con il vaccino trasformandoci tutti i «digital slaves / schiavi digitali».

Nessuna sorpresa dunque se il musicista 58enne ha rinunciato alla sua partecipazione come headliner di un festival britannico previsto per settembre – il Neighbourhood Weekender – proprio per via della sua policy contro il Coronavirus. Spostando il suo svolgimento a settembre l’organizzazione ha di recente introdotto un regolamento tassativo che obbliga i suoi partecipanti a dar prova dell’avvenuta vaccinazione.

«Rifiuto di accettare qualsiasi prova di vaccinazione come condizione di ingresso a qualsiasi evento», ha scritto Brown via social media, ribadendo che la sua presenza a questo come a tutti i festival che adotteranno simili procedure «will not happen».

L’ultimo album di Brown Ripples è stato pubblicato nel 2019. La recensione su queste pagine è di Edoardo Bridda.

Tracklist

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