Negli ultimi anni abbiamo assistito a un crescente interesse per i festival scandinavi, che si sia trattato di valide alternative al Primavera Sound o che fossero eventi più specializzati, soprattutto nell’ambito della musica elettronica sperimentale, noise e postindustriale, generi che nel nord Europa hanno un nutrito seguito di appassionati. Abbiamo monitorato l’evoluzione delle manifestazioni più significative partecipando direttamente e notando una crescente affluenza di frequentatori europei, compresi gli inglesi, da sempre restii a inoltrarsi fuori dai confini dell’isola. La lista/top 7 che segue comprende alcuni degli eventi irrinunciabili dell’estate nordica. Per stilarla abbiamo tenuto in considerazione la proposta musicale ma anche la location, il rispetto dell’ambiente, l’organizzazione e l’accoglienza dei visitatori.
7. Kalabalik på Tyrolen. Dal 22 al 23 agosto
Doveroso iniziare da questo piccolo festival svedese fuori dagli schemi. E’ un festival annuale all’aperto che si svolge appena fuori Alvesta, una cittadina della Svezia meridionale, situata nella contea di Kronoberg, ed esiste solo dal 2011. Si trova all’interno di un folkpark tradizionale svedese, uno spazio ricreativo pubblico, con grandi aree verdi e parco-giochi per i bambini. Propone agli avventori un programma che vuole dare spazio alle nuove leve e alle novità provenienti da generi musicali come minimal synth, cold wave, EBM, sonorità dark e gothic. Quest’anno (dal 22 al 23 agosto 2014) potrete ascoltare i turchi She Past Away, il tedesco Rummelsnuff e l’affascinate e sensuale artista russa Popsimonova, oltre agli inglesi Nöi Kabát, astri nascenti della wave europea contemporanea, l’islandese Berndsen e l’artista e designer danese-canadaese Slly Dige Jørgensen.
Se siete degli amanti del Wave-Gotik-Treffen e volete essere aggiornati sulle novità in quest’area, è sicuramente il festival che fa per voi.
6. Norberg Festival. Dal 24 al 26 luglio
Tra tutti i festival musicali in ambito scandinavo, è il più imperdibile per gli amanti di un certo tipo di elettronica sperimentale dalle tinte oscure. Il Norberg Festival, che quest’anno celebra il suo quindicesimo anniversario, è stato capace negli anni di catalizzare un ampio spettro di sonorità underground che va dall’elettronica meno mainstream, sino alla scena noise svedese e internazionale, riuscendo a coinvolgere anche diversi importanti nomi della musica elettro-acustica sperimentale.
Il festival si svolge a Norberg, un paesino in mezzo ai boschi al centro della Svezia, nel Västmanland, in una zona mineraria abbandonata, dal 24 al 26 di luglio 2014. Si può campeggiare nei dintorni del festival. L’edificio principale, dove si svolgono i concerti più grandi (Mimerlaven), una volta era una torre mineraria per l’estrazione del ferro. E’ proprio il caso di dire che si tratta di un luogo per un’esperienza “Easy Listening for Iron Youth”!
Dando un’occhiata al programma di quest’anno, si capisce che si tratta di un festival non generalista come il Primavera, con un proprio carattere e un’identità forte e riconoscibile, proprio per questo capace di attirare appassionati anche fuori dalla Svezia. Quest’anno gli avventori del festival potranno ascoltare live set di artisti come Kevin Drumm, Emptyset, Beneath, Andrea Parker, Helm, Ancient Methods, Alien Rain, Kiro (Holly Herndon e Mathew Dryhurst) Aleksi Perälä e molti altri.
L’etichetta svedese Northern Electronics avrà un suo spazio, dove presenterà i diversi artisti (Ulwhednar, Råd Kjetil Senza Testa, Sars, Abdulla Rashim e Varg) di questa giovane e promettente label dedita a sonorità techno minimali e cosmic kraut ispirate alle cupe atmosfere dei paesaggi nordici in inverno e debitrice verso un certo immaginario dark ambient. Tra le giovani promesse della scena noise industrial segnaliamo il progetto Vit Fana di Ossian Ohlsson. Il festival è sempre alla ricerca di sangue nuovo, fornendo spazio e valorizzando le giovanissime e promettenti leve scandinave come Hypnotower e Shxcxchcxsh.
Saranno ospiti anche l’italiana Valentina Mushy Fanigliulo con il suo progetto Phantom Love (kraut/cold/synth-wave con atmosfere alla John Carpenter) e l’italiano (ma attivo a Berlino) Shapednoise (Nino Pedone), che ci delizierà con sonorità post-industrial e techno-bruitisme.
5. Øya Festival. Dal 5 al 9 agosto
ll più grande festival di musica della Norvergia. Si tiene ad Oslo al Parco di Tøyen (Tøyenparken); in una splendida area verde nella parte est della città. Quest’anno dal 5 al 9 agosto suoneranno i Queens Of The Stone Age e Bryan Ferry più molti artisti che suoneranno anche al Way Out West e al Flow. Per i nostalgici appassionati di black metal norvegese, segnaliamo che si esibiranno anche i redivivi Mayhem per il trentennale della loro nascita (anche se il festival sembra essere orientato decisamente verso un altro genere di pubblico).
4. Way Out West. Dal 7 al 9 agosto
Una valida alternativa al NOS Primavera Sound, per chi vuole rilassarsi con sonorità indie pop/rock, elettronica e hip-hop. Si tratta di un festival tenuto a Göteborg, in Svezia, per tre giorni nel mese di agosto (quest’anno dal 7 al 9). Il festival è accompagnato da diversi eventi dislocati strategicamente in vari club della città; un buon modo per conoscere i migliori locali di Göteborg, città sempre molto attiva nel proporre nuove band. Il festival ha un forte rispetto per l’ambiente ed è stato il primo in Svezia ad ottenere il marchio KRAV (certificazione svedese di rispetto ambientale) proponendo anche un’alimentazione di qualità, orientata al vegetarianismo. Quest’anno ospiterà artisti del calibro di OutKast, Röyksopp & Robyn, Queens of the Stone Age, The National, Janelle Monáe, Annika Norlin, Linda Pira, Ladies First, Slowdive, Neutral, Milk Hotel, Veronica Maggio e moltissimi altri.
3. Volt Festival. 7 giugno
Da diversi anni, il Volt di Uppsala si è ritagliato il suo spazio tra i migliori festival dedicati alla musica elettronica sperimentale. Anche per questa edizione, che avrà luogo, come le edizioni precedenti, il 7 giugno nel futuristico Uppsala Konsert Kongress, sono in programma interessantissimi live set che forniscono un quadro abbastanza preciso di ciò che si sta muovendo in questi ambiti a livello locale e internazionale. Dal famoso producer britannico Darren Cunningham, meglio conosciuto come Actress, all’elettronica di Laurel Halo, fino al progetto Wife del venticinquenne polistrumentista inglese James Kelly. Quest’ultimo, dopo l’ottimo EP Stoic, sta per uscire con il suo primo disco su Tri Angle.
Spicca la partecipazione degli storici Esplendor Geometrico, pionieristico progetto spagnolo di musica Industrial che prende il nome dal libro del Futurista italiano Filippo Tommaso Marinetti “Lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica”. Per l’occasione gli Esplendor Geometrico presenteranno un inedito live set assieme a Mokira, ennesimo moniker del prolifico musicista svedese Andreas Tilliander. Sicuramente sarà l’evento clou del festival.
Attendiamo con ansia, dopo la sua grandiosa performance al Fylkingen di Stoccolma di qualche anno fa, anche Vatican Shadow (Dominic Fernow) con il suo Militant Religious Industrial, violento tritacarne techno tribale in cui confluiscono frammenti della guerra del golfo, caccia a Saddam e Osama Bin Laden, terroristi ceceni pronti all’azione e altre affascinanti nefandezze adatte a questi “tempi interessanti”. Il festival di quest’anno da ampio spazio alla componente femminile (il 52 per cento del festival è costituito da artiste donne) con dj del calibro di Helena Hauff e Paula Temple. Come negli anni scorsi, ci saranno diverse installazioni interattive e proiezioni di film e documentari sull’ambito della musica elettronica. Tutto il menu sarà vegetariano/vegano, per esplicita scelta “salutista” degli organizzatori.
2. Flow Festival. Dal 8 al 10 agosto
E’ una via di mezzo tra il Way Out West e il Sónar di Barcellona ed è forse anche meglio sotto diversi aspetti (non ultimo quello economico, essendo la Finlandia meno cara della Svezia e della Norvegia). Si trova ad Helsinki e si svolge nei pressi di Suvilahti in una centrale elettrica abbandonata dall’estetica molto Throbbing Gristle che, negli ultimi tempi, si sta trasformando in un centro culturale. Anche qui si cerca di favorire il consumo di prodotti alimentari di qualità e di cibo biologico, oltre a favorire il riciclaggio dei rifiuti.
L’anno scorso, quando siamo stati a vederlo, siamo rimasti incantati dalla location e dalla dislocazione dei vari stage (un misto di tensiostrutture, case, chioschi ed edifici vari adiacenti all’ex centrale), un’area complessa con piazze e stradine ma non estenuante da camminare da parte a parte. In quell’occasione, la manifestazione ha ospitato il live dei Kraftwerk in 3d, Nick Cave & The Bad Seeds, i Public Enemy e l’ultimo spettacolo dei The Knife. Quest’anno invece, dall’8 al 10 agosto, ci saranno i The National, The Horrors, gli Outkast, Jon Hopkins, Darkside, Bonobo, Die Antword, Mac DeMarco, Marissa Nadler, Janelle Monàe, Slowdive, Blood Orange, Real Estate, Paul Kalkbrenner, Neneh Cherry, Little Dragon, Bill Callahan (…), oltre a una serie act elettronici di culto come Ron Morelli, Ceephax Acid Crew, James Holden, Illum Sphere, Kavinsky, Machinedrum, Mark Ernestus, Optimo e tanti altri artisti e producer finlandesi.
1. ATP Iceland. Dal 10 al 12 luglio
E’ la proposta più potente tra tutti i festival nordici quella dell’All Tomorrow’s Parties Iceland (dal 10 al 12 luglio 2014). Rispetto al cartellone del Way Out West, del Flow Festival e dell’Øya Festival, il festival islandese presenta il programma più allettante e originale con grossi nomi come Swans, Portishead, Interpol, Mogwai, Slowdrive, Shellac, Kurt Vile & The Violators, Loop, Low, Devendra Banhart, ma anche musicisti di culto che si sono affermati in questi ultimi anni come Fuck Buttons, Haxan Cloack, Forest Swords, Liars, Pharmakon e Ben Frost, tra i tanti. Ásbrú, la location del festival, è una ex base NATO che si trova a Keflavik. Anche qui è possibile campeggiare e godersi i magici paesaggi islandesi.
Tendenze
Per concludere, al di là dell’interesse per la natura, per il biologico e per la “rappresentazione di genere” comuni a tutti gli eventi presi in esame, si possono riconoscere due tendenze nei festival musicali scandinavi:
1) La scelta di fare una sorta di Primavera Sound in piccolo, che porta cioè grossi nomi dell’indie e “vecchie glorie” in manifestazioni sempre più grandi e sempre più ibride (Way Out West, Flow e Øya). Il rischio, però, è un conformismo della proposta e anche un appiattimento del gusto in uno stile ibrido sempre più globalizzato.
2) Fare festival con una loro identità “alternativa” riconoscibile come il Norberg, il Volt di Uppsala e il Kalabalik på Tyrolen (ad esempio), in cui si scommette sui giovani mantenendo un certo rigore, pur riuscendo a spaziare in diversi campi e nicchie musicali, ma senza rinunciare mai a una certa radicalità nella ricerca sonora.
Il pubblico dall’estero forse è più propenso a muoversi verso eventi più specializzati e meno conformi ai trend dominanti. Un buon compromesso tra festival generalista e festival di settore ci sembra l’ATP islandese che mantiene alta la qualità della sua proposta (abbastanza omogenea) senza essere troppo grande e dispersivo.


