Il cielo in una stanza nacque da un “amoretto” per una prostituta conosciuta a Genova. A raccontarlo è lo stesso Gino Paoli in una lunga intervista al Corriere della Sera con Aldo Cazzullo, dove il cantautore novantenne rievoca il legame con quella ragazza “molto carina” incontrata in una casa chiusa, che ispirò la celebre canzone. “Mi innamorai. Finché ebbi i soldi per vederla, lo feci. Poi rubai un’enciclopedia a mio padre per rivenderla e continuare a frequentarla”. Quando lei dovette lasciare la città, gli propose di seguirla. “Ci pensai davvero, ma dissi di no. Non l’ho mai più rivista. E lei non ha mai saputo che la canzone era per lei”.
La celebre armonica? “È l’orgasmo”, precisa Paoli. E quella “stanza viola” era davvero una stanza di bordello, con le pareti dipinte con “quei colori impossibili” e prive di specchi (“quelli erano riservati ai bordelli di lusso”). Amore, perdita e desiderio s’intrecciano così in uno dei brani più iconici della canzone italiana, ma anche tra i più audaci per l’epoca: “La rifiutarono tutti, poi la incise Mina e fu un miracolo”.
Nel corso dell’intervista, Paoli parla anche del padre sommergibilista, della madre “un po’ austriaca”, dei ragazzi del ’60, degli anni giovanili passati tra lavoretti come pittore, scaricatore di porto, grafico e facchino. E racconta un’Italia che non c’è più, con sguardo partecipe e ironico. Come quando rievoca le giornate passate a marinare la scuola per andare “al casino”, il Castagna, “a chiacchierare con le puttane per la disperazione delle madame — quasi tutte venete, non si è mai capito perché —, che ci cacciavano”. Per farsi perdonare, tornavano con “un cabaret di paste”. E il giorno prima della chiusura dei bordelli, nel 1958, “noi affezionati facemmo la Via Crucis nei bordelli di Genova. Li girammo tutti e ventitré, offrendo fiori e champagne. Loro ci regalarono le insegne con la lista e il costo delle prestazioni”.
Quando Cazzullo gli chiede conto di una frase polemica (“un tempo avevamo Mina e Vanoni, oggi emergono cantanti che mostrano il culo”), Paoli minimizza: “Parlavo in generale, pensando non solo all’Italia. Giuro che non sapevo chi. Poi mia moglie mi ha mostrato una sua foto. È una bella donna”. Il riferimento è a Elodie, che nel 2023 aveva risposto con durezza: “Ci sono artisti che hanno scritto capolavori, ma nella vita di tutti i giorni sono delle merde”.
Un’intervista da leggere tutta d’un fiato. Su SA trovate anche le dichiarazioni di Paoli a proposito delle recenti edizioni di Sanremo.