Il 4 settembre sarà pubblicato in Gran Bretagna il libro Sound Pictures: The Life of Beatles Producer George Martin, the Later Years, 1966-2016. Il volume, curato dal giornalista e scrittore americano Kenneth Womack e già disponibile in pre-order, promette di gettare nuova luce su uno dei passaggi cardine della carriera dei Fab Four: secondo quanto scoperto dall’autore, il “quinto Beatle” George Martin non ebbe di fatto alcun ruolo nelle session di registrazione del leggendario The Beatles, altrimenti detto “The White Album”, il nono disco in studio della band inglese, pubblicato nel 1968.
«Ho parlato con i tecnici del suono presenti alle session, chiedendo loro cosa stesse facendo George mentre John [Lennon] stava registrando quella particolare parte di chitarra o Ringo stava lavorando alle sue parti di batteria, e loro mi hanno risposto: “Niente, stava nel retro dello studio a leggere i giornali e a dividere con noi la sua cioccolata”». L’ipotesi avanzata da Womack è che la band avesse relegato Martin a un ruolo marginale, perché gelosa della ribalta che il produttore si era conquistato agli occhi del pubblico: “quinto Beatle” fu infatti l’appellativo che il produttore si era guadagnato l’anno precedente allorquando il Time glielo assegnò in un articolo relativo a Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band.
«Credo abbia molto a che fare con quell’articolo», ha spiegato Womack al Guardian. «Quando lui venne additato come fenomeno dietro al successo di Sgt Pepper loro non la presero molto bene, e glielo fecero sapere. Credo che quello sia stato l’inizio della lotta per far sapere chi fosse il vero fenomeno dietro la band. Questa fu la loro ritorsione per essersi appropriato del fenomeno dei Beatles, i quali – tuttavia – lo ripresero a bordo per la realizzazione di Abbey Road».
C’è da dire, ad ogni modo, che i crediti di The Beatles indicano Martin, oltre che come produttore esecutivo, anche come autore degli arrangiamenti orchestrali di fiati e archi, nonché esecutore della parte di pianoforte verticale su Rocky Raccoon. George Martin è morto nel 2016 all’età di 90 anni. Gli ultimi superstiti del quartetto (o quintetto?) di Liverpool sono Paul McCartney, attualmente impegnato nella promozione del suo album solista di imminente uscita Egypt Station, e Ringo Starr. Si attende adesso da loro una conferma o una smentita alla versione riferita da Womack.
Intanto, nel caso in cui vi steste chiedendo chi erano mai questi Beatles, potete leggervi la bellissima monografia della band scritta per noi da Alessandro Pogliani, e poi magari passare allo storico di SA comprendente gli ascolti e le recensioni dei loro album. A seguire, il link all’audio della succitata Rocky Raccoon.