Floria Sigismondi rivela alcuni aneddoti dietro i suoi peculiari videoclip

Negli ultimi vent’anni, Floria Sigismondi ha diretto alcuni dei più rappresentativi videoclip dell’industria musicale, lavorando con artisti del calibro di David Bowie, Marylin Manson, Björk, Fiona Apple, Leonard Cohen, Sigur Rós e Rihanna.

Negli ultimi vent’anni, Floria Sigismondi ha diretto alcuni dei più rappresentativi videoclip dell’industria musicale, lavorando con artisti del calibro di David Bowie, Marilyn Manson, Björk, Fiona Apple, Leonard Cohen, Sigur Rós e Rihanna. Dopo i suoi primi lavori in Canada con The Tea Party e Our Lady Peace, la regista italo-canadese ha diretto The Beautiful People per Manson e Makes Me Wanna Die di Tricky; impossibile poi dimenticare uno degli ultimi videoclip del Duca Bianco, The Stars (Are Out Tonight), con la partecipazione di Tilda Swinton.

Il suo lavoro non si è fermato esclusivamente ai videoclip, ma è proseguito nel 2010 anche nel cinema con la regia di The Runaways, biopic dedicato all’omonima band di Joan Jett e Cherie Currie, che avevano il volto di Kristen Stewart e Dakota Fanning. In epoca recente, la Sigismondi è stata tra i registi della serie premiata con l’Emmy The Handmaid’s Tale, di cui ha diretto due episodi, e degli ultimi videoclip di Alice Glass e Perfume Genius.

In un’intervista a Fact, in cui percorre tutta la sua carriera, la regista ha parlato di alcuni dei suoi clip più rappresentativi. Su Torniquete del Reverendo: «Quel periodo mi ha visto crescere molto come artista, ho imparato a fidarmi di me stessa e della mie strambe idee. È stata la prima volta che mi sono privata del sonno per lavorare e mi sono venute in mente alcune delle idee migliori. È stata una sorta di meditazione inconscia».

Su Sledgehammer di Rihanna: «Quel video fu girato in un luogo suggestivo. Eravamo nel mezzo dei resti di un antico terreno vulcanico, inseguendo la luce del sole, girando in sole nove ore. È stato il primo video girato in IMAX, quindi è stato particolarmente eccitante. Vedevo il personaggio di Rihanna nel video come un essere mistico che incanala questi poteri alieni e manipola l’ambiente attorno a lei – la sabbia, le rocce, le stelle – congiungendo l’energia e la luce e trasformandosi nell’universo stesso».

Su I’ve Seen It All di Björk: «Il primo tentativo di video interattivo lo trovai castrante. Stavo sperimentando nella maniera più rude possibile. Lo girai con una Polaroid, passato al computer e programmato per l’interattività. È stato piuttosto semplice, ma è stato anche l’inizio di qualcosa di molto più sofisticato».

Brevemente su Obstacle 1 degli Interpol: «Non riuscivo a trovare nessuna che potesse interpretare la ragazza, quindi mi sono fatta avanti io. Era più semplice in quel modo».

Infine, su The Stars (Are Out Tonight) di Bowie: «Dopo un periodo di silenzio di 10 anni, David Bowie mi chiamò dal nulla e fu molto criptico. Voleva che volassi a New York dove mi avrebbe detto cosa aveva in mente. Lì mi fece ascoltare The Stars (Are Out Tonight). Ero così entusiasta all’idea che stesse scrivendo e registrando di nuovo e che volesse condividere la sua musica con il mondo. Pochissimi ne erano al corrente. Mi sono sentita parte di un momento veramente speciale nella sua carriera».

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