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Meta, foto via Wikimedia Commons

Facebook e Instagram. Meta ha impedito la riproduzione di canzoni sotto tutela SIAE

E' la conseguenza di un mancato accordo tra il colosso e l'ente di gestione collettiva del diritto d'autore in Italia

Da quel che apprendiamo da un comunicato diffuso da SIAE il 16 marzo, Meta ha avviato una procedura di rimozione dei brani degli autori ed editori il cui diritto d’autore è protetto dall’Ente dalle sue piattaforme.

La scelta, “incomprensibile”, a detta della stessa SIAE, arriva in conseguenza della richiesta del colosso di accettare una proposta unilaterale imposta dallo stesso, “prescindendo da qualsiasi valutazione trasparente e condivisa dell’effettivo valore del repertorio”, leggiamo nella nota, e unitamente al “rifiuto di condividere le informazioni rilevanti ai fini di un accordo equo”. Un’imposizione che secondo SIAE è “in contrasto con i principi sanciti dalla Direttiva Copyright per la quale gli autori e gli editori di tutta Europa si sono fortemente battuti”.

Meta si giustifica affermando che “la tutela dei diritti d’autore di compositori e artisti è prioritaria per l’azienda” ed è per questo motivo che ieri è stata avviata tale procedura. Secondo la tech company, l’accordo rifiutato si basa su condizioni simili a quelle accettate da enti equivalenti alla SIAE in Paesi come Spagna, Francia, Germania, Svezia e Regno Unito, leggiamo su ilPost.

In parole povere, all’interno dei social network Facebook e Instagram di proprietà dell’azienda statunitense non è più possibile riprodurre brani contenuti nel repertorio della SIAE all’interno di post, Stories e Reel.

Non solo, su Facebook, i contenuti esistenti contenenti canzoni legate a SIAE verranno rimossi, mentre su Instagram ne verrà disattivato l’audio, dando comunque agli utenti la possibilità di poter sostituire la canzone muta con un differente brano rientrante negli accordi Meta di cui sopra.

Non è detto che in futuro una nuova intesa non venga stretta con SIAE rendendo così nuovamente riproducibili i brani della musica protetta dal principale ente di gestione collettiva del diritto d’autore in Italia.

Alcuni osservatori hanno interpretato la mossa di META come strumentale all’ottenimento della firma del contratto alle proprie condizioni. In questa direzione sembrano orientate le parole del comunicato che insistono sull’impegno a voler raggiungere un accordo che soddisfi “tutte le parti”. Quando per tutte s’intendono quelle del colosso statunitense.

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