Elio durante l'esecuzione di una cover di Iannacci a Propaganda Live (2021)

Elio canta e magnifica Enzo Iannacci e parla di nuovi conformismi a Propaganda Live

«Ricky Gervais è di una cattiveria incredibile, in Italia verrebbe arrestato immediatamente»

Ospite dell’ultima puntata di Propaganda Live, Elio ha eseguito le cover di Enzo Jannacci Il sipario calerà e Aveva un taxi nero e concesso un’intervista al conduttore Diego Bianchi. Tra gli argomenti trattati, oltre al perché della scelta di proporre Jannacci («quelli bravi ballano e cantano, proprio come Jannacci, grande ballerino di tip tap come si vede nel video della RAI»), non poteva mancare la gag ( l’ormai celebre ehi ehi ehi) con la quale ha eliminato Frank Mataro dalla prima stagione di LOL, il fatto che prediliga il surreale e il nonsense di, ad esempio, Cochi e Renato, i Monty Phyton, lo stesso Jannacci e – tra i “nuovi” – Ricky Gervais rispetto ad altri stili comici, e la considerazione che internet oggi è l’opposto di come ci era stato propagandato all’inizio.

Per gli strani casi della vita mio padre era in classe con Enzo Jannacci. Un anno erano in classe assieme, casi della vita… …fin da quando ero piccolo mi ha sempre ispirato, posso metterlo nel gotha o nel pantheon delle cose che mi hanno ispirato di più, tant’è che ho convinto alcuni complici a portare in scena uno spettacolo su di lui. Prima mi hanno fatto fare quello su Giorgio Gaber per controllare se ero all’altezza. Anche perché il mondo degli attori di teatro è una setta proprio come quella del tip tap. Han visto che ero all’altezza e ora mi lasciano fare questo spettacolo. Sarà a giugno. Eppoi Jannacci cantava Milano. Io amo Milano, sono nato, ci abito. E Jannacci cantava la Milano degli ultimi, non il Duomo o la fabbrichetta… Poi Enzo apparteneva a quella cricca che comprendeva Dario Fo, Cochi e Renato, per me che amo il surreale, e mi ci taglierei un dito per queste cose, loro sono dei piccoli dei. Trovo che personaggi di questo spessore non ne siano nati più…
Elio

Ogni tanto penso. Anche se siamo in un epoca dove bisogna correre. Ogni tanto penso e mi chiedo: ma internet non era quella cosa che ci doveva rendere liberi, dare all’essere umano delle possibilità incredibili… Era quella roba lì anche nella testa di chi lo aveva fatto. Il codice libero, il source code, tutta quella roba lì. Ora mi pare che si sia trasformata esattamente nell’opposto. Mi sembra uno dei posti più conformisti che ci siano. Come una specie di carcere. Un luogo dove se muovi un dito hai subito addosso un branco di iene che ti dicono ‘ahia non puoi farlo’. Insulti ecc. ogni tanto questa cosa mi viene in mente, anche facendo i confronti con l’epoca di Jannacci, Dario Fo ecc. che al contrario potevano dire un mare di strozzate [ride Ndr.]…
Elio

 

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