Don’t worry darling, nuova pellicola di Olivia Wilde che il 5 settembre verrà presentato al Festival di Venezia, da tempo sta facendo parlare di sé. E non per ragioni artistiche: il film, infatti, è stato al centro di alcuni gossip che stanno prendendo una piega sempre più strana. Ultima notizia, la querelle che vede coinvolti la regista e Shia LaBeouf, a cui era stato assegnato il ruolo di protagonista nel film (prima di essere sostituito da Harry Styles.) A far parlare è stata prima la relazione che Olivia Wilde, all’epoca ancora sposata con l’attore Jason Sudeikis, ha avviato sul set con il cantante Styles. Poi la stampa ha cominciato a notare la totale assenza del film nei social di Florence Pugh, attrice co-protagonista nella pellicola, che solitamente è molto attiva nel condividere il suo lavoro con i follower. Neanche un accenno alla partecipazione al festival di Venezia, niente di niente. Non solo: Pugh (Midsommar, Little Women) ha confermato che, al di fuori della kermesse italiana, non parteciperà alla promozione del film. Sui motivi di tale “freddezza” ci sono solo voci di corridoio, nulla di più. Si parla di faida tra le due, ma la regista ha smentito.
Da parte di Olivia Wilde nessun ulteriore commento, se non un’intervista a Variety in cui la regista ha parlato a ruota libera dell’esperienza di Don’t worry darling. E qui torna Shia LaBeouf, anche lui presto a Venezia per il Padre Pio di Abel Ferrara. Nell’intervista, Wilde ha parlato dei motivi che hanno portato al licenziamento di LaBeouf. Ricordiamo che a dicembre 2020, qualche mese dopo l’inizio dei lavori per il film, LaBeouf fu accusato da FKA twigs e dalla stilista Karolyn Pho di molestie sessuali, aggressione e danni morali e psicologici. A stretto giro l’attore aveva risposto pubblicamente allegando scuse formali, negando alcune accuse (senza specificare quali) e manifestando la volontà di prendere ogni necessario provvedimento per guarire dell’alcolismo e per evitare in futuro di ferire altre persone. Successivamente, l’uomo è entrato a far parte di un programma intensivo e a lungo termine per risolvere i suoi acclarati problemi psicologici e di dipendenza.
Da quanto afferma Wilde, la presenza di LaBeouf non rendeva il set un ambiente sano:
Lo dico da persona che ammira il suo lavoro. Il suo processo creativo non coincide con l’ethos che richiedo nelle mie produzioni. Il suo processo richiede un’energia combattiva, e non penso questo basti per dare una buona performance. Credo che un ambiente lavorativo sicuro sia ciò che porta le persone a fare un ottimo lavoro. La mia responsabilità nei confronti del cast e dello staff è proteggerli.
Olivia Wilde
Da qui la replica di LaBeouf: «Non sono stato licenziato, me ne sono andato io». Il motivo sarebbe stata la mancanza di tempo per provare le scene con il resto del cast. LaBeouf ha mostrato l’email in cui annunciava ufficialmente la sua volontà di lasciare il film e ha allegato un video, mandatogli da Wilde due giorni dopo la lettera, datato marzo 2020. Nel clip, Olivia Wilde è chiaramente dispiaciuta della sua decisione e gli chiede di ripensarci:
Non sono pronta a rinunciarci, ho il cuore spezzato e voglio capire come fare. Sai, penso che questo possa essere un campanello d’allarme per la signorina Flo [parlando di Florence Pugh, ndSA] e voglio sapere se sei disposto a provarci, con noi. Se lei si impegna, se potete fare pace – rispetto entrambi i vostri punti di vista – ma se potete davvero farlo, cosa ne direste? C’è speranza?
Inoltre, nella sua replica LaBeouf si dice dispiaciuto per il progetto fallito, sottolineando di essere sobrio da molto tempo e che qualche mese fa ha provato a fare ammenda con la regista. In ogni caso, LaBeouf starebbe accusando Olivia Wilde di mentire. Da quanto sostiene Variety, inoltre, l’email di rinuncia al film è arrivata «prima che la produzione venisse a conoscenza del suo metodo immersivo di recitazione». Il video di Olivia Wilde ha scatenato l’ira dei fan di Florence Pugh, non solo per il tono con cui parla dell’attrice, ma soprattutto perché lascia intendere che Pugh non fosse a suo agio con LaBeouf sul set e che lei ne fosse totalmente consapevole.
I cinefili di Internet, adesso, cercano a tutti i costi di trovare il buono e il cattivo di questa storia. Wilde non è stata onesta sulla questione e LaBeouf porta persino sul tavolo l’accusa di molestie, quasi a voler paragonare le due cose. Sulla storia con FKA Twigs dice che «sta cercando di destreggiarsi in una storia dalle diverse sfaccettature, rispettando lei e la verità». Su Don’t worry darling, invece, sostiene che nessuna Corte potrà mai dire quali sono i fatti (un po’ come a dire, la mia parola contro la tua). Di eroi, per ora, qui non ce ne sono.
Quello che è certo, però, è che la conferenza stampa di Don’t worry darling, a Venezia, sarà senz’altro intrigante.