Depeche Mode. In streaming il documentario perduto “Our Hobby Is Depeche Mode”

"Our Hobby is Depeche Mode / The Posters came from the Walls" è il documentario perduto (e ritrovato) sulla fanbase dei Depeche Mode.

Non si sa bene per quale motivo sia accaduto, ma nessuno aveva sentito parlare di un documentario incentrato esclusivamente sulla fanbase dei Depeche Mode. Almeno non fino a qualche giorno fa, quando uno dei due registi, Nicholas Abrahams, lo ha reso disponibile in streaming sul suo personale canale Vimeo. Commissionato da Mute Records nel 2007 – come raccontano Abrahams e il collaboratore Jeremy Deller in un’intervista per il sito Dangerous Minds Our Hobby Is Depeche Mode / The Posters Came from Walls è uno spaccato di un’ora e poco più sull’importanza che la storica band inglese ha ricoperto nelle vite di una variegata umanità sparsa un po’ su tutto il pianeta: dagli Stati Uniti alla Russia, passando per il Messico, l’Iran e l’Est Europa.

In particolar modo, i due documentaristi sono rimasti affascinati da quanto è emerso dal materiale catturato in Russia, Paese in cui i Depeche Mode vengono tuttora venerati al punto che non sono in pochi a festeggiare – con eventi e raduni – il compleanno di Dave Gahan (il “Dave’s Day”). «Per alcune persone sono come una religione – ha detto Jeremy Deller – un po’ come in Inghilterra lo sono i Beatles. E pertanto ha senso il paragone con il Fab Four nella Gran Bretagna e negli Stati Uniti negli anni ’60». A tal proposito, il documentario parla di mitologici VHS illegali, copiati e ricopiati per anni, cassette passate di mano in mano come oggetti sacri. «Pensavamo che queste storie racchiudessero un enorme interesse culturale – continua Abrahams – specialmente quelle ricavate dalle interviste oltre la Cortina di Ferro. Avevamo anche pensato di intitolarlo How Basildon Ended the Cold War [Basildon è la casa natale dei Depeche Mode, ndSA]. La loro è stata una forma di “propaganda leggera”. Anche perché in Inghilterra, in particolare negli anni ’80, la band non è mai stata presa così seriamente come in questi posti».

Coincidenza vuole che fra poco sarà possibile vedere il docu-film sui Depeche Mode che il regista Anton Corbijn ha girato durante il Global Spirit Tour 2017/2018. Depeche Mode. Spirits in the Forest arriverà nei cinema il 21 e 22 novembre (grazie a Nexo Digital) e intreccerà la parte dedicata al tour dell’album Spirit a spezzoni “più intimi” incentrati sulla vita di sei fan; in questo modo, il regista ha voluto rappresentare il potere con cui la musica riesce a superare qualsiasi confine di lingua, genere, età e circostanza. Sarà interessante comparare i due documenti video, quello “inedito” e quello “ufficiale”, e analizzare come hanno affrontato lo stesso tema partendo, tra l’altro, da simili spunti.

Su SA potete recuperare la recensione di Spirit e lo storico della band sulla scheda dedicata. Per quanto riguarda invece Corbijn, su queste pagine sono disponibili le recensioni di Control (il biopic su Ian Curtis e i Joy Division) e The American. Di seguito potete vedere la locandina del lavoro di Abrahams e Deller, nonché il documentario stesso.

Tracklist

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