David Lynch e Kyle MacLachlan parlano di un possibile ritorno a Twin Peaks

In una nuova intervista concessa a Deadline, David Lynch ha provato a spiegare la nascita delle sue ispirazioni, di come ha partorito le sue migliori opere e dell’impossibilità di controllare la genesi di un’idea.

In una nuova intervista concessa a Deadline, David Lynch ha provato a spiegare la nascita delle sue ispirazioni, di come ha partorito le sue migliori opere e dell’impossibilità di controllare la genesi di un’idea. «Le idee sono arrivate. Penso si possa dire così. Ho sempre detto che sono le idee a decidere tutto quanto. Parlando di Twin Peaks, queste idee ci si sono presentate così e le abbiamo esposte». Il regista ha anche dichiarato quali episodi per lui sono più “alla Twin Peaks”: «Per me il pilot – il pilot originale – è Twin Peaks. In seguito, sulle libertà della seconda stagione della serie ha dichiarato: «Penso sia quello che accade sempre in televisione, quando ci sono diversi registi, sceneggiatori, le cose vanno in questo modo. Ma per fortuna tutto questo ci ha riportati indietro al vero mondo di Twin Peaks».

Un altro tassello fondamentale della serie fu il film prequel Fuoco cammina con me, che all’epoca della sua presentazione non fu affatto ben accolto dalla critica; Lynch sente che i fan adesso si stanno approcciando sempre di più al film del 1992. Per illustrare questa svolta, nell’intervista ha utilizzato un altro film della sua filmografia, il fallimentare Dune: «Con Dune sono morto due volte, una perché non avevo il final cut e l’altra per il suo fallimento commerciale. Con Fuoco cammina con me sono morto una volta sola a causa del suo fallimento al box-office, ma ho adorato lavorarci. Con gli anni questo è cambiato. Adesso il pubblico rivede quel film e lo percepisce in maniera diversa. Quando qualcosa esce fuori, la sensazione nel mondo – potete chiamarla coscienza collettiva – è in un certo modo, quindi decide come andranno le cose. In seguito questa coscienza collettiva cambia e la gente di conseguenza. Pensate a Van Gogh: non ha mai venduto un solo quadro in vita e adesso nessuno può permettersene uno».

Ora che anche il revival di Twin Peaks è stato archiviato, cosa c’è nel futuro di Lynch? «Ho una scatola piena di idee e sto lavorando con la produttrice Sabrina Sutherland, cercando di capire se in quella scatola c’è qualcosa di veramente valido». Una cosa sembra, però, certa: il suo prossimo progetto non sarà un film. «I film sono al collasso di questi tempi. È triste, ma è la realtà. È un po’ di tempo che vado ripetendo che il piccolo schermo adesso è la vera culla dell’arte. La gente è più libera e può realizzare le sue storie. È veramente bellissimo, ma non è il grande schermo, quindi c’è anche una certa povertà nell’immagine, così come nel suono».

La domanda che tutti stavano aspettando arriva puntuale: ci saranno mai altri episodi di Twin Peaks? «Beh, per adesso potete dire che non voglio parlarne». La speranza non è ancora perduta quindi, e sembra essere della stessa opinione anche Kyle MacLachlan, interprete dell’Agente Speciale Dale Cooper nella serie: «Penso che queste cose siano sempre possibili. Penso che stiamo semplicemente aspettando che a David venga un’idea per far proseguire la storia. Sarebbe un viaggio grandioso. Mollerei immediatamente tutto per parteciparvi».

Su SA vi rimandiamo alla lettura del nostro storico news dedicato alla serie di Lynch e Mark Frost, alla recensione delle prime due stagioni e ai commenti del revival. Il prossimo 19 giugno, invece, verrà pubblicato negli Stati Uniti Room to Dream, nuova biografia del regista.

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