Un attento selezionatore e osservatore, un dj impeccabile, un producer fuori dagli schemi. Khalab è ormai un progetto che non ha bisogno di presentazioni: i suoi dischi e le sue performance in consolle hanno conquistato le attenzioni dei migliori circuiti internazionali e le orecchie più attente alle contaminazioni tra jazz e elettronica, alle esplorazioni di mondi sonori spesso ignorati. Dalle nostre parti, c’è chi lo conosce come Raffaele Costantino – la figura umana dietro il moniker – la voce di Musical Box, il programma di Rai Radio Due che rappresenta un’isola felice di apertura e innovazione nel panorama un po’ stantio dell’emittenza italiana. Che lo si ascolti da un apparecchio radiofonico o nelle sue produzioni discografiche – a partire dall’ultimo Black Noise 2084 (recensione di Andrea Murgia) – in entrambi i casi la musica selezionata o prodotta da Costantino è ricca di sguardi che superano i confini e guardano al futuro.
Pertanto, la sua presenza sabato 3 agosto a Fat Fat Fat, l’evento in programma dal 2 al 4 agosto a Grancia di Sarrocciano (Corridonia) e in Piazza Vittorio Emanuele II (Morrovalle), è in piena linea con lo spirito del festival. Una proposta musicale che attraversa l’intero spettro della Black Music, dalle sue radici più profonde fino alle ultime evoluzioni. Abbiamo chiesto a Khalab di pescare dalla sua collezione cinque tracce o artisti che hanno ispirato i suoi lavori.
Futuro Antico
Il mio maestro Gabin Dabire insieme a Walter Maiolli e Riccardo Sinigaglia. Un progetto che risale al 1980 e che ha delle fortissime componenti spirituali e sperimentali. Nel 2014 è stato ristampato il loro album Dai Primitivi All’Elettronica.
Tenesha The Wordsmith – Again
Singolo che anticipa il disco della poetessa Californiana, già voce in Black Noise nel mio album. Ho prodotto l’intero album e ne sono molto fiero.
Slikback – Kyokai
Ho scoperto da poco questo giovane produttore dal Kenya , credo che abbia davvero molto da dare alla musica internazionale. Il suo suono mi aiuta a spingere la mia ricerca ritmica in avanti, cercando di evitare le banalità che questo ambito musicale rischia di esprimere.
Bambounou – Tour
Quel genio di Bambounou e la sua capacità di fare arte nel senso più profondo del termine. Trovo molta più Africa nelle sue produzioni che in quelle del “global beat” o “tropical” o altra roba del genere. A differenza di quel mondo artistico, lui ha capito l’importanza della sintesi.
Giancarlo Barigozzi e Jacqui Benar – Spiits Return
Tutto il catalogo Black Saint è stato per me una enorme fonte di ispirazione. Con la mia etichetta HyperJazz Records stiamo realizzando un bel progetto dedicato a questa storica, incredibile etichetta. Stay Tuned.
