Dopo Chitarra nera, pubblicato il 2 aprile 2021, un nuovo singolo anticipa l’uscita – prevista per il 7 maggio – di Paesaggio dopo la battaglia, il primo album di Vasco Brondi dopo la conclusione del progetto artistico Le Luci della centrale elettrica.
«Ci abbracciamo – scrive Vasco Brondi – vorrebbe essere di buon augurio per questo periodo, ho iniziato a scriverla quando gli abbracci non erano ancora considerati rischiosi e così preziosi e adesso questo titolo risuona in un altro modo. Mi piaceva l’idea di fare uscire Ci abbracciamo come seconda canzone perché è il polo opposto del disco rispetto a Chitarra Nera, in mezzo c’è tutto il resto. È un canto liberatorio intimo e pubblico, ritmico e lirico».
«Tra miracoli e cose normali e canzoni che sono richiami per gli esseri umani», Brondi canta di un’umanità che possiamo riconoscere come contemporanea: la fotografia scattata dal brano sembra raccontare paure e speranze precise, grazie a una scrittura sempre più a fuoco. Il piano in apertura lascia spazio a un tappeto elettronico, tra pop e dub, su cui poggia Ci abbracciamo, che incontra il lato più cantautorale dell’artista ferrarese, qui alle prese con una trascendenza laica, ancorata alle poche certezze in un mondo in cui «cambieranno le mode, cambieranno i lavori, vi faremo sapere». Finché la liberazione, primaverile e nazionale, sembra giungere con un verso, ripetuto a mo’ di mantra, che pesca direttamente da San’Agostino: Amate e fate quello che volete diventa per Brondi lo slancio propulsivo verso una rinnovata speranza, una ritrovata forza in se stessi, sempre meno terrorizzati dalle scelte, sempre più decisi a non perdere tempo.