Black Mirror non è più riuscita a riottenere il plauso della critica delle sue primissime stagioni ma, numeri alla mano, la serie tv è diventata, grazie a Netflix, un fenomeno di massa. A stretto giro dall’uscita della sesta stagione, condivisa lo scorso giugno a quattro anni dalla precedente, Variety è stato informato che il via libera per la settimana è già stato incassato.
Nessuna sorpresa a riguardo per uno show stazionato nella top 10 di ben 92 Paesi raggiunti dalla piattaforma, con 4 settimane consecutive di permanenza nella classifica globale dedicata alle serie in lingua inglese più viste.
È ancora presto per parlare di cast, numero di episodi e novità ma da quanto ha compreso il popolare magazine, la produzione inizierà quest’anno con il creatore Charlie Brooker, assieme alla partner creativa di sempre, Annabel Jones, e Jessica Rhoades confermati come produttori esecutivi.
Le ragioni del rapido rinnovo sono prassi per una serie di questa portata il cui ritardo tra la quinta e la sesta stagione, pandemia a parte, è stato dovuto ai diritti di distribuzione della serie stessa. Brooker e Jones hanno lasciato nel 2020 la loro casa di produzione House of Tomorrow, sotto l’ombrello di Enedemol Shine, per formare la Broke and Bones ma i diritti di cui sopra sono rimasti a Endemol Shine acquisita quell’anno dal Banijay Group. E proprio quest’ultima azienda a dare attualmente lo show in licenza a Netflix.
Le critiche
Criticata per l’allontanamento dei suoi postulati iniziali – la serie si è fatta un nome predicendo e anticipando futuri distopici già dietro l’angolo – la sesta stagione di Black Mirror ha introdotto un taglio maggiormente cinematografico e un minutaggio più esteso per ciascuno degli episodi di cui soltanto uno, il primo, si è mantenuto fedele alla tradizione del format.
In Joan is Awful, Salma Hayek si ritrova la vita sconvolta nello scoprire che la fittizia piattaforma di streaming Streamberry, grazie all’intelligenza artificiale e all’uso delle CGI, ha adattato la sua vita in una serie tv che la segue passo passo rivelando al mondo le miserie della sua vita privata quasi in tempo reale.
Presentando l’episodio sempre a Variery Brooker aveva affermato che l’episodio era stato scritto prima che ChatGPT diventasse un argomento sulla bocca di tutti. Un classico caso à la Black Mirror dunque. Viceversa, anche parecchio distanti da queste tematiche le trame dei restanti episodi che, come notavamo nella nostra guida definitiva, sono assimilabili a storici e classici format sulle weird stories come Ai confini della realtà / The Twilight Zone o – per una versione thriller horror – I racconti della cripta.