Apparat (Sascha Ring) torna a fine febbraio con il suo sesto album in studio, A Hum Of Maybe. Lo pubblica Mute e arriva a sette anni di distanza da LP5 (2019).
Si tratta di un lavoro sviluppatosi da un lungo periodo di blocco creativo. Il frutto a detta dello stesso Ring di un esercizio quotidiano che ha messo al centro la ricerca quotidiana di nuova idea. Nessuna pressione né ricerca di perfezionismo. Dall’assemblaggio di oltre sei mesi di frammenti è emersa la struttura di A Hum Of Maybe, un album complesso e personale, attraversato dal tema del limbo emotivo evocato dal titolo. «Maybe non è debolezza, ma uno spazio in cui le cose possono crescere», spiega l’artista.
Dopo la prima anticipazione An Echo Skips A Name (Alternate Take), sospesa tra poptronica e atmosfere tra Thom Yorke e i Coldplay, arriva ora il secondo singolo Hum Of Maybe, che privilegia un approccio post rock naturalmente elettronico, con un basso cadenzato in evidenza e arrangiamenti via via più dissonanti.
Alle undici tracce del disco hanno partecipato i musicisti storici della live band di Apparat: Philipp Johann Thimm (violoncello, pianoforte, chitarra, co-autore e co-produttore), Christoph “Mäckie” Hamann (violino, tastiere, basso), Jörg Wähner (batteria) e Christian Kohlhaas (trombone). Tra gli ospiti figurano KÁRYYN (voce in Tilth) e Jan-Philipp Lorenz alias Bi Disc (in Pieces, Falling).
Apparat presenterà il nuovo album dal vivo anche in Italia: il 15 aprile sarà all’Alcatraz di Milano, mentre il 16 aprile salirà sul palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.