Uno degli elementi che ha fatto le fortune del franchise di Alien è senza dubbio il comparto musicale. Basti pensare al lavoro che ha fatto Jerry Goldsmith nel primo film e quello fatto da James Horner nel secondo – due colonne sonore candidate ai premi Oscar, non a caso -, eppure non è mai stato famoso per i suoi “drops”. Per “drops” intendiamo i brani preregistrati i cui diritti per l’utilizzo vengono acquistati da una produzione, che si tratti di un film, di uno spot pubblicitario o, come in questo caso, di una serie televisiva.
La nuova serie FX, Alien: Pianeta Terra, anche perché indirizzata ad un altro tipo di pubblico rispetto a quello cinematografico, ha optato per una strada leggermente diversa.
Creata da Noah Hawley, lo show parla di un gruppo di sintetici di nuova generazione creati dalla super multinazionale Prodigy alle prese con lo schianto di un’astronave di ricerca della Weyland-Yutani (con relativi ospiti) sul nostro pianeta. Un incidente che porta con sé i consueti orrori che ogni fan dell’universo inaugurato da Ridley Scott nel 1979 conosce assai bene. La cosa curiosa è che, sebbene la storia sia ambientata nell’anno 2120, l’immaginario artistico proviene comunque dai “giorni nostri”. Come se il mondo, da quel punto di vista, si fosse fermato, dal cinema fino alla musica.
La colonna sonora di Alien: Pianeta Terra è stata affidata a Jeff Russo, che è uno storico collaboratore di Hawley, avendo già lavorato con lui in Fargo e Legion, oltre che autore delle musiche per serie importanti come Ripley o For All Mankind. La sua original soundtrack – la cui playlist è disponibile integralmente – è ricca di brani e temi molto potenti, ma a spiccare sono anche le scelte operate dalla supervisora musicale, Maggie Phillips.

Episodio 1: “Neverland”
- Nina Simone – Don’t Let Me Be Misunderstood
- TV on the Radio – Killer Crane
- Lord Afrixana – No Dey Tire
- Black Sabbath – The Mob Rules
Alien: Pianeta Terra ci introduce alla sua realtà attraverso due diversi livelli e altrettanti brani. Uno che prevede una musica diegetica – cioè quella ascoltata dai personaggi – in cui c’è il superclassico di Nina Simone che risuona nelle orecchie di una scienziata della sfortunata spedizione iniziale; mentre l’altro, che prevede una musica, ca va sans dire, extradiegetica – parte integrante della colonna sonora – sceglie Killer Crane per accompagnare una scena con la nostra Marcy/Wendy (Sydney Chandler) appena trasformata, che osserva la sua isola natale.
La scelta del brano dei TV on the Radio, scritto in riferimento al cancro terminale ai polmoni del bassista Gerard Smith (morto infatti pochi giorni dopo l’uscita dell’album del 2011, Nine Types of Light), può essere vista come una voluta riflessione sulla mortalità nel momento in cui viene presentato un nuovo ibrido umano che, de facto, ne rappresenta il superamento.
Infine abbiamo la canzone di Lord Afrixana ad accompagnare Hermit (Alex Lawther) nel suo ritorno a casa dopo una lunga giornata e, durante i titoli di coda, la traccia dei Black Sabbath, tratta dall’omonimo album del 1981 The Mob Rules.
Episodio 2: “Mr. October”
- Non accreditato – Ac-Cent-Tchu-Ate the Positive”
- Tool – Stinkfist
Rispetto al primo episodio, qui la colonna sonora di Russo occupa uno spazio assai maggiore, infatti i “drops” individuabili sono giusto un paio.
Durante la sequenza in cui ci sono i ricordi d’infanzia di Hermit c’è la canzone Ac-Cent-Tchu-Ate the Positive, che è un brano risalente addirittura al 1944 ed è divenuto stranoto per essere uno di quelli tantissimi artisti nel corso del tempo hanno deciso di riprendere e riadattare a loro modo. Questa versione di Alien: Pianeta Terra, non accreditata, potrebbe essere forse attribuita allo stesso showrunner Noah Hawley dal momento che la esegue in scena, mentre veste i panni del defunto padre dei protagonisti.
Per trovare il secondo dobbiamo fare un salto agli ultimi minuti della puntata, dove possiamo ascoltare niente poco di meno che Stinkfist dei Tool, un brano estremamente controverso, accompagnato da un videoclip altrettanto discusso e che fu oggetto soggetto di restrizioni all’epoca della sua uscita anche su MTV.

Episodio 3: “Metamorphosis”
- Berg – Bayaka
- Metallica – Wherever I May Roam
A confermare il fatto che l’episodio 1 di Alien: Pianeta Terra sia stato un’eccezione, anche questo si ritrova a livello sonoro in linea con il precedente con la colonna sonora di Russo a farla da padrone. Questo ovviamente semplifica il nostro lavoro, quindi non ci lamentiamo. Ci limitiamo a segnalarlo.
Il primo drop lo si può trovare nella scena in cui Morrow (Babou Ceesay) esce da quello che senza ombra di dubbio è un club sadomaso. Più che un brano, parliamo di un frammento, un frammento di Bayaka, firmato dal produttore israeliano Berg.
Anche in questo caso l’altra canzone è usata per la chiusura della puntata è in questo caso è Wherever I May Roam, tratta dall’omonimo quinto album dei Metallica, che accompagna la scena in cui Wendy (Sydney Chandler) stramazza al suolo a causa del dolore condiviso con un esemplare di Facehugger accuratamente sezionato da Kirsh (Timothy Olyphant). Maggie Phillips ha commentato la scelta a Consequence con una battuta: «Continuavamo a cercare di superarci, e quando inizi con i Sabbath, come fai a superarti? Con i Metallica».