Addio a John G. Avildsen, regista di “Rocky” e “Karate Kid”

John G. Avildsen, premio Oscar per "Rocky" e regista dei tre film della saga classica di "Karate Kid", è morto a Los Angeles all’età di 81 anni.

John G. Avildsen, Premio Oscar per Rocky e regista dei tre film della saga classica di Karate Kid, è morto a Los Angeles all’età di 81 anni.

Classe 1935, inizia la sua lunga carriera cinematografica come aiuto regista dei grandi Arthur Penn e Otto Preminger e lavora anche come montatore e direttore della fotografia. L’esordio alla regia risale al 1969 con Turn on to Love, ma la notorietà arriva solamente quattro anni dopo, quando dirige Jack Lemmon in Salvate la tigre (1973). Il film farà guadagnare il secondo Oscar a Lemmon e consentirà al regista di poter lavorare con altre star di serie A. Viene contattato per la regia di Serpico con Al Pacino, ma abbandonerà per contrasti con la produzione. Il successo, tuttavia, piomba inaspettatamente con un piccolo film sulle seconde occasioni, incentrato su un pugile dilettante che si guadagna da vivere facendo da recupero crediti per la piccola malavita locale: Rocky. Il responso è stratosferico: tre Premi Oscar, incluso quello per la miglior regia ad Avildsen.

Ancora contrasti con i produttori gli impediscono di dirigere La febbre del sabato sera (1977), ma ottiene comunque un discreto successo con La formula (1980) e I vicini di casa, tristemente noto per essere stato l’ultimo film di John Belushi. Nel 1984 dirige invece il suo secondo più grande successo, curiosamente sempre legate al mondo sportivo: Karate Kid. Il film conquistò solamente una nomination ai Premi Oscar, ma si guadagnerà la nomina di cult negli anni avvenire, tanto da generare anche un (pessimo) remake nel 2010. Del 1990 è il rientro nella saga di Rocky, per cui dirige il quinto capitolo, mentre l’ultimo lungometraggio è datato 1999 (Inferno, con Jean-Claude Van Damme, remake del film di Akira Kurosawa).

Nel 2006, all’epoca del 30° anniversario di Rocky, ammise di non essere rimasto affascinato dalla storia sul box, ma che accettò per lo studio di Sylvester Stallone sull’umanità del personaggio. In seguito considerò il rifiuto della regia di Rocky II come «uno dei più grandi errori della mia vita». Lo stesso Stallone ha dichiarato in un comunicato: «Devo tutto a John G. Avildsen. La sua regia, la sua passione, il suo tocco e il suo cuore – un grande cuore – hanno reso Rocky il film che è diventato. Ha cambiato la mia vita e sarò sempre in debito con lui. Nessun altro avrebbe potuto far meglio del mio amico John. Mi mancherà tantissimo».

Su SA potete leggere la recensione di Rocky, pubblicata in occasione del 40° anniversario dell’uscita e firmata da Davide Cantire.

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