Sly Dunbar
Sly Dunbar, la copertina di “Simple Sly Man”

Addio a Sly Dunbar, il leggendario batterista di Sly & Robbie

Dalla rivoluzione reggae di Kingston alle collaborazioni con Bob Dylan, Grace Jones e Francesco De Gregori, Dunbar ha definito il ritmo della musica moderna

È morto a 73 anni Sly Dunbar, uno dei batteristi più influenti e rispettati del reggae, noto soprattutto per il duo Sly & Robbie, che ha segnato la storia della musica giamaicana e internazionale. La notizia è stata confermata dalla moglie Thelma al Gleaner: lunedì mattina Dunbar è stato trovato privo di sensi a letto.

Nato a Kingston come Lowell Fillmore Dunbar, iniziò a suonare su lattine, ispirato dalla band dei Skatalites e dal batterista Lloyd Knibbs. In adolescenza incontrò il bassista Robbie Shakespeare e insieme formarono la sezione ritmica dei Revolutionaries, diventando session men di riferimento presso il celebre Channel One Studio. Con il loro approccio ritmico innovativo, basato sullo sviluppo del “rockers” beat, introdussero maggiore energia e sincope nella musica reggae, distinguendosi dalle melodie di Bob Marley.

Negli anni ’70 lavorarono con artisti come Gregory Isaacs, Dennis Brown e Barrington Levy, e girarono gli Stati Uniti con Peter Tosh. Nel 1980 fondarono Taxi Records, etichetta che avrebbe lanciato artisti come Shaggy, Shabba Ranks, Skip Marley, Beenie Man e Red Dragon. Lo stesso duo contribuì a rivoluzionare il suono reggae con strumenti elettronici e nuove sonorità, e partecipò a dischi storici come Nightclubbing di Grace Jones (1981), aprendo la strada a collaborazioni con Bob Dylan, Joe Cocker, Marianne Faithfull, Madonna e Sinéad O’Connor.

Negli anni ’90 svilupparono un reggae-dancehall melodico con Chaka Demus & Pliers, firmando hit come Tease Me e Murder She Wrote. Una curiosità meno nota: insieme a Robbie Shakespeare, scomparso nel 2021 all’età di 68 anni, Sly Dunbar ha suonato in alcuni brani di Schacchi e Tarocchi di Francesco De Gregori, portando la sezione ritmica reggae anche nella canzone d’autore italiana.

Stimato in oltre 200.000 registrazioni tra lavori propri e session per altri artisti, Dunbar «era ovunque»: «Quando compri un disco reggae, c’è il 90% di probabilità che il batterista sia Sly Dunbar», dichiarò il produttore Brian Eno al festival New Music New York nel 1979.

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