Max Romeo
Max Romeo

Addio a Max Romeo, gigante del roots reggae

È morto a 80 anni in Giamaica Max Romeo, voce militante e spirituale del reggae giamaicano. Da “Chase The Devil” al musical a New York, una vita tra Babilonia e rivoluzione.

È morto a 80 anni Max Romeo. Il cantante giamaicano, uno dei padri fondatori del roots reggae, si è spento per complicazioni cardiache nella Parish di Saint Andrew, in Giamaica. L’annuncio è comparso sui suoi canali ufficiali: “Con profonda tristezza comunichiamo la scomparsa del nostro amato Max. Siamo grati per l’amore e gli omaggi ricevuti e chiediamo rispetto della privacy in questo momento. Le leggende non muoiono mai”.

Nato Maxwell Livingston Smith a St. D’Acre, nella Parish di St. Ann, Max Romeo era cresciuto lavorando nei campi di zucchero prima di trasferirsi, diciottenne, a Kingston per inseguire il sogno della musica. Dopo gli esordi con il gruppo The Emotions, nel 1968 intraprende la carriera solista e ottiene un primo clamoroso successo con Wet Dream, brano che finisce bandito dalla BBC per i suoi contenuti sessuali espliciti, ma conquista comunque la top 10 in UK. Da subito è chiaro che Romeo non è un artista qualsiasi.

Nel 1971 pubblica Let the Power Fall, album di militanza socialista il cui brano omonimo diventa colonna sonora della campagna elettorale del People’s National Party. Ma è nel 1976 che arriva il capolavoro: War Ina Babylon, prodotto da Lee “Scratch” Perry, resta uno dei dischi fondamentali del reggae degli anni ’70. Dentro ci sono classici assoluti come Chase the Devil (reso celebre anche da un sample nei Prodigy e in Kanye West) e la title track.

Negli anni seguenti si trasferisce a New York, partecipa al musical Reggae, collabora con i Rolling Stones (sua la voce nei cori di Dance, in Emotional Rescue), e si ritaglia un posto da veterano mai dimenticato, anche grazie alla stima di artisti come Keith Richards che gli produce Holding Out My Love to You nel 1981.

Nel 2023 era tornato alla ribalta con una causa da 15 milioni di dollari contro Universal Music Group e Polygram Publishing per il mancato pagamento dei diritti d’autore su cinquant’anni di carriera.

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