Libro
David Bowie: The Thin White Duke e l’era Station to Station
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Matteo Tonolli
- 3 Dicembre 2020
Trasferitosi a Los Angeles nel marzo del 1975, David Bowie visse uno dei periodi più travagliati e complessi della sua carriera. Seppur trovandosi a operare in uno stato di “terrore psichico” causato da un consumo spropositato di cocaina, Bowie continuò a essere animato da un’ispirazione artistica – accompagnata da un ossessivo interesse per la questione esoterica – all’acme della profondità.
A Los Angeles compose Station To Station, il suo decimo album da studio, un capolavoro per certi versi dimenticato che non soltanto segna una fase di transizione nella sua carriera, potendo idealmente fungere da anello mancante fra il blue-eyed soul di Young Americans e il suono sperimentale della cosiddetta trilogia berlinese (cominciata con Low, proseguita con “Heroes” e conclusasi con Lodger), ma che rientra a pieno regime tra i vertici discografici dell’artista tristemente scomparso nel gennaio 2016.
Station To Station riflette lo stato d’animo di un Bowie calato nella parte del Thin White Duke, emblematico personaggio emerso nel periodo immediatamente successivo alle riprese del film di fantascienza esistenziale L’uomo Che Cadde Sulla Terra, in cui Bowie veste i panni dell’alieno umanoide Thomas Jerome Newton. Lo stesso essere, giunto da un mondo altro, altresì raffigurato sulla copertina di quell’opera di cui questo libro vuole rispettosamente indagare le origini e l’essenza.