9 Marzo 2019

Peggy Gou, Louise Chen, Link, Bologna, 2019

Il roBOt team supporta la Giornata Internazionale della Donna, e lo fa nel suo stile: RBT NIGHT torna il 9 Marzo, al LINK di Bologna – location erede di battaglie, lotte, sperimentazioni avanguardistiche – con un party da non perdere, e due ospiti al femminile di eccezione.

Peggy Gou è il nome con più hype nel panorama del clubbing contemporaneo. E non solo. Perchè il singolo It Makes You Forget – uscito nel 2018, un concentrato di solari andature afro-disco e una sensuale melodia vocale – l’ha proiettata anche nell’universo pop. È un disco che è facile beccare nelle radio, nei centri commerciali, se non nella colonna sonora del videogioco della Ea Sports, Fifa 2019. Designer, produttrice, e dj di fama internazionale, ha calcato i palchi dei club e dei festival più famosi del mondo, tra cui Panorama Bar, Fabric, Coachella, Dekmantel. Una presenza fissa dietro le consolle, apprezzata per il suo stile a base di techno pulsante, groove house e soundscape atmosferici. Oltre al singolo sopraccitato, l’Ep del 2018 Once, pubblicato da Ninja Tune, mette in mostra le sfumature del suono di Peggy Gou: una delicatezza jazzy in viaggio su quattro tempi house che incontra avvolgimenti acidi e atmosfere baleariche. Ricetta perfetta per una massa di clubber sempre più lontana dai tempi della minimal berlinese, ma vicina alle proposte di un festival come il Dekmantel.

In consolle, nella stessa serata, anche Louise Chen, animatrice di alcune delle serate parigine più cool, instancabile collezionista di vinili. Non uno, ma ben due gli show che ospita come radio host: su Rinse FM France e su Le Mellotron, emittenti dove l’artista mischia groove afro, colori house e soul e nervature techno. Ha da poco esordito come produttrice, contribuendo con la sensuale e afrodisiaca Reach(Raw Mix) al volume OnLoopVol.4 curato dalla dj britannica Moxie. Amante dei B2B, ha accompagnato sul palco  Floating Points, Jamie xx e Bambounou, nomi con cui Louise condivide un approccio variegato ai set, pregni di eterogeneità e ricerca, incentrati sull’evoluzione dei linguaggi del jazz e della black music.

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