Imagine Dragons
Imagine Dragons, Circo Massimo, Agosto 2023, Foto di Alice Blandini (2023)
5 Agosto 2023

L’atletica delle emozioni. Gli Imagine Dragons al Circo Massimo di Roma, 2023

Qualcuno ha definito gli Imagine Dragons i nuovi Nickelback, e non era certo un complimento. E sul fatto che “la loro musica faccia schifo e invecchierà pure peggio” c’è pure un thread reddit dedicato. Leggerne i commenti è illuminante, c’è chi dice che il genere (non genere) originato dai Mumford And Sons – la Age of Folk Prostitution – non fa per loro ma che dal vivo meritano, la band si sbatte al 120%, lo spettacolo è godibile. E parliamo di gente che si è ritrovata lì perché costretta dalla prole. Certo, genitori e figli non sono gli unici spettatori ad un concerto della band, ma è di amore e famiglia che il gruppo di Las Vegas parla nei testi.

Sull’odio nei loro confronti è intervenuto persino il frontman Dan Reynolds qualche anno fa. Rispediva tutto al mittente, atterrendo al solo pensiero che i suoi figli in futuro avrebbero potuto essere presi in giro perché “qualche saccente critico musicale o leone da tastiera continuava a definire la sua band come qualcosa da sfigati”.

Chiaro, ci sarebbe da soppesare quel godibile. E chi li ha criticati apertamente ci ha proprio messo la faccia (The 1975, Foster the People, Smashing Pumpkins, Slipknot) ma è un fatto che gli Imagine Dragons, proprio come i Nickelback, macinano grandi numeri di vendita e live, rientrano in una categoria che ha dato persino il nome ad un documentario. Al Circo Massimo per l’unica data del loro Mercury World tour il gruppo ha radunato 70.000 persone, 10.000 di più di quelle portate sotto il palco da Bruce Springsteen nella stessa location. Il numero più alto registrato quest’anno nella popolare arena.

Con gli attuali 1,5 milioni di spettatori e oltre 60 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo, le tournée degli Imagine Dragons non sono ancora paragonabili a quelle dei Coldplay il cui Music of the Spheres World Tour da noi (e non solo) continuerà anche nel 2024, ma il parallelo con la band di Chris Martin è calzante, innanzitutto, per parlare della proposta: uno spettacolare e coloratissimo show dosato tra intimità, emozioni e sentimenti espressi prima piano, poi in rincorsa e infine con enfasi e/o a squarciagola sotto una pioggia di coriandoli.

Entrambe le band hanno una “funzione Mulino Bianco” all’interno del rock, il loro contesto ha a che fare con un pop confezionato ad arte, o meglio, in serie. Buoni sentimenti, struggimento mai trattenuto, anzi liberato, vacua inclusività, ritornelli facili da cantare in coro come So look me in the eyes / Tell me what you see / Perfect paradise / Tearing at the seams.

Rispetto all’esile Martin – che dalla sua possiede una scrittura superiore e pezzi in repertorio che rimarranno nella storiaReynolds ha i famosi addominali da esibire, e dopo i primi 20 minuti in canottiera ecco che il fisico statuario viene esibito a favore di fan. Le prime file sono tutte occupate da ventenni che per ottenere quel posto stipate in transenna – ne siamo certi – hanno sudato, lottato, resistito fin dal giorno precedente lo show sotto le intemperie.

Photo gallery di aliSe blandini

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