Perdersi – insieme – nel labirinto di Lost Festival 2023. Intervista a Luca Giudici

In un’estate che ormai vede archiviato un certo impulso post pandemico – che fino allo scorso anno sembrava come minimo sostenere il panorama degli eventi – Lost Festival arriva alla sua terza edizione forte di un successo già ben costruito sulla qualità di una proposta artistica che nel 2022 aveva portato nella cornice del Labirinto della Masone un pubblico pronto a credere nella visione del luogo e del festival. E, dicevamo, dovendo confrontarsi anche con una situazione eventi dal vivo che sta diventando sempre più satura in termini di proposte e, di contro, scarica come presenze (vuoi per i costi, vuoi anche per i contenuti, più semplicemente per un mix di entrambi), il festival organizzato a Fontanellato è senz’altro una delle poche realtà davvero vivaci di questi ultimi due anni. In vista dell’inizio, fissato venerdì 30 giugno, ci siamo fatti raccontare da Luca Giudici, direttore artistico, com’è nata questa edizione e cosa lo ha guidato.

L’anno scorso ci dicevi come non ti piacesse la definizione “coraggioso” per definire Lost, che nel 2022 ha infatti dimostrato già un pubblico appassionato e fedele – o pronto a fidelizzarsi – attorno a una visione e, anche, un luogo peculiare. Quanto è importante il labirinto e come verrà interpretato quest’anno? 

Lo scorso anno è stata una bella dimostrazione, l’inizio di una nuova community attorno al festival. Il pubblico si è dimostrato attento e interessato, pronto a immergersi e a perdersi in un luogo unico come quello del Labirinto della Masone. Per me gli spazi sono parte fondamentale di un esperienza come quella di un festival, il labirinto è quindi ad oggi chiaramente un elemento fondamentale di LOST, un intricato intreccio di sentieri che “guidano” il pubblico a perdersi tra i diversi stage del festival. È parte centrale dell’esperienza ma anche della mia ricerca. La storia del labirinto, l’influenza di Franco Maria Ricci e la simbologia esoterica e mistica collegata ad essi sono parte integrante della narrazione del festival, dalla musica alla parte visuale. L’esperienza di questa edizione è senz’altro più immersiva, i due bamboo stage nel labirinto sono padroni della programmazione diurna, tanti saranno i live e l’atmosfera sarà più dilatata. Con l’arrivo della notte, ci si sposta nel pyramid stage dove l’atmosfera si scurisce per poi diventare più nervosa e dinamica nel gate stage dove si alterneranno i vari dj set fino alle prime luci del mattino.

La line up di quest’anno è decisamente più estesa di quella del 2022: se nella passata edizione hai voluto spingere forte su una “notte” adrenalinica, cosa ti ha guidato maggiormente nell’articolazione di questo programma? 

L’intenzione di creare un racconto molto più avvolgente rispetto alla passata edizione, molto più ispirato al mistico e dal labirinto e al concetto sempre presente, da cui nasce il festival, del “perdersi” e lasciarsi “andare” al labirinto. Il numero di artisti è simile all’anno precedente, ho dedicato però maggiore attenzione alla narrativa come dicevo e alla distribuzione degli act durante l’arco della giornata. L’edizione precedente mi ha permesso di acquisire una maggiore confidenza con il formato del festival e, soprattutto, con l’essenza stessa del labirinto.

Tra alcuni ritorni, su tutti Gabber Eleganza dopo il suo set dell’anno scorso già entrato nei cuori di chi tornerà quest’anno, ci sono parecchie anteprime italiane. Ce n’è una di cui sei più soddisfatto? 

Il set di Alberto dell’edizione scorsa è stato incredibile ed è rimasto nei cuori di tutti, compreso il suo. Parlandoci è venuta fuori molto naturalmente l’idea di riproporre anche quest’anno il suo dj set per la chiusura della giornata di Sabato. Ci sono numerose anteprime italiane si, difficile scegliere. Potrei menzionare sul Sabato Doon Kanda, che dopo vari tour con Arca, presenterà per la prima volta in Italia il suo progetto solista e Daniela Lalita, anche lei farà il suo primo live solo, dopo le varie apparizioni nelle performance di Amnesia Scanner, e porterà a Lost uno show pensato per il festival. Mentre il venerdì avremo per la prima volta in Italia Yousuke Yukimatsu, uno dei dj più attenzionati dell ultimo anno e figura chiave della scena asiatica e Heith che porterà per la prima volta in italia il suo show audio/video insieme a Declino. Ho avuto la fortuna di vederlo all’Unsound e posso dire che è stato uno dei migliori show di tutto il festival. Sulla domenica invece sono particolarmente felice di portare per la prima volta in Italia Voice Actor.

Se Lost è dichiaratamente più un invito a perdersi che a ritrovarsi, indubbiamente sta diventando anche un appuntamento, e dunque un’occasione di perdersi “insieme”: come vedi la costruzione di una comunità attorno al progetto? 

La costruzione di una comunità attorno al progetto è uno delle necessità e volontà del festival e delle persone che vi partecipano, alla fine è di questo che si parla quando si parla di festival, aggregazione e community. Se pur fosse solo la prima edizione, quella della scorsa estate è stata sin da subito la dimostrazione che esiste una community interessata, creativa e reattiva attorno a LOST, si sono iniziati a delineare i tratti e interessi e tra una settimana avremo modo di approfondire e ampliare quest energia che si è venuta a creare tra i bamboo.

Anche quest’anno oltre alla musica ci sarà spazio a lati performativi di vario genere: Ruben Spini, SANT3 MOLEST3 e l’azione sonora di Giovanni Lami, Enrico Malatesta e Glauco Salvo. In che direzione allargano la proposta di Lost?  

Le “Extra Sessions” di quest’anno sono una componente essenziale per completare l’esperienza di LOST, sono performance che avvengono off stage, che permettono di esplorare gli angoli nascosti del labirinto attraverso formati differenti e attraverso diverse forme di espressione. Ruben presenterà nelle stanze del museo di Franco Maria Ricci “Ultravioletto”, la casa editrice di cui è fondatore, attraverso un’installazione site-specific e una reading performativa. Sant3 Molest3, invece porteranno il loro progetto site specific S.M.S.3, tra i corridoi del labirinto come una sorta di processione in movimento. Mentre nell’oasi avremo come l’anno scorso l’azione sonora di Enrico, Giovanni e Glauco che quest’anno presenteranno i loro 3 progetti live.

SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare