4 febbraio 1985 “la prima ma non l’ultima volta” degli U2 in Italia
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Valerio Di Marco
- 4 Febbraio 2020
«Buonasera Milano! La prima ma non l’ultima volta», dice Bono dal palco, il 4 febbraio 1985, introducendo il primo concerto degli U2 in Italia inizialmente previsto al Palazzetto dello Sport del capoluogo meneghino e poi spostato al Palatenda. E sarà di parola, accidenti: «La gente irlandese e quella italiana hanno spirito vicino», dirà due anni dopo a Modena in occasione di un altro concerto. Però ce n’è voluto per avere finalmente da noi gli irlandesi U2.
A febbraio 1985 hanno da poco pubblicato il loro quarto disco, The Unforgettable Fire, e sono impegnati nel loro ennesimo tour europeo. Non hanno mai toccato il suolo nostrano, nonostante il seguito che hanno a queste latitudini sia già nutrito (tant’è vero che nella serata milanese il pubblico dimostrerà di conoscere già a memoria molte delle canzoni in scaletta). La fama degli U2 è giunta a noi sull’onda del successo di War, il precedente lavoro in studio, e soprattutto a seguito della pubblicazione di Under A Blood Red Sky, il leggendario mini LP live del 1983 che ha definito una volta per tutte i contorni del mito U2.
Ma l’epicità del contesto della prima italiana di Bono & co. si deve anche alla storica nevicata appena caduta su Milano (e non solo), la famosa nevicata dell’85, come in futuro i Bluvertigo sottotitoleranno un loro disco. La più grande nevicata mai verificatasi nel capoluogo lombardo in tutto il ventesimo secolo, che ha fatto addirittura crollare il tetto dello stesso palazzetto dove avrebbe dovuto tenersi il concerto, il quale è stato quindi spostato al meno capiente Palatenda, più piccolo ma ugualmente in grado di contenere tutti gli acquirenti del biglietto.
Lo show parte con l’intro strumentale 4th Of July, brano dagli echi ambient presente sul succitato The Unforgettable Fire, ma subito dopo si torna a un dittico storico di brani che ha caratterizzato i live degli U2 fin dalle prime esibizioni, 11 O’Clock Tick Tock/I Will Follow. La sveglia e il sacro fuoco del rock ‘n’ roll. Il nuovo album, realizzato con il contributo di Brian Eno e Daniel Lanois in cabina di produzione, ha sì ridefinito il sound del gruppo rendendolo più etereo e “impressionista”, ma dal vivo i quattro son sempre delle belve, e il repertorio della band fino al 1983 offre materiale a volontà per scuotere il pubblico. In effetti, almeno sul palco, tra gli U2 del 1984/1985 e quelli del 1983 poco è cambiato in fatto di energia. Ciononostante, molti pezzi di The Unforgettable Fire sono presenti in scaletta, seppur in buona parte riarrangiati in veste più spigolosa, da Pride a Bad, passando per la title track, Wire, MLK, Indian Summer Sky e A Sort Of Homecoming. Accanto a questi nuovi classici non possono però mancare i vecchi: Sunday Bloody Sunday, New Year’s Day, Gloria, The Electric co., Seconds, October, Party Girl e quella 40 che per tutti gli anni ’80 resterà il brano di chiusura praticamente di ogni concerto degli U2.
Il giorno dopo la band si sposterà a Bologna per suonare due sere consecutive al Teatro Tenda. Da allora torneranno in Italia a ogni tour. Se non sbagliamo i conti, ad oggi la formazione irlandese ha suonato nel nostro paese la bellezza di 34 concerti, al netto di ospitate e minishow promozionali. «La prima ma non l’ultima volta»: Bono non è di certo uno che non mantiene le promesse.
