Album
Business Is Business
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Riccardo Zagaglia
- 21 Luglio 2023
Business Is Business è ufficialmente il terzo album in studio di Young Thug (Jeffery Lamar Williams all’anagrafe), rapper/trapper di Atlanta che si fece conoscere già nel 2013 grazie ai singoli Stoner e Danny Glover prima di esplodere definitivamente con i mixtape Barter 6 (2015) e No, My Name Is Jeffery (2016), capaci di delineare le nuove coordinate del southern trap.
Pubblicato sempre per la sua Young Stoner Life (vedi le compilation Slime Language e Slime Language 2) al centro di questioni giudiziarie e piegata da una serie di arresti che hanno coinvolto anche lo stesso Young Thug, Business Is Business ci consegna purtroppo 55 minuti con il pilota automatico e con davvero pochi passaggi degni di nota, segno di un declino già palpabile con il precedete Punk (2021).
I featuring ovviamente non mancano: Drake? Ma certo che c’è. Future? Ma certo che c’è. Travis Scott? Ma certo che c’è. Lil Uzi Vert? Ma certo che c’è. 21 Savage? Ma certo che c’è. L’ennesima comparsata postuma di Juice WRLD? Ma certo che c’è. Forse altrettanto ovviamente manca invece Gunna, compagno di Young Thung nella YSLe “colpevole” di aver patteggiato e – secondo alcune voci – di aver fatto lo snitch nei confronti di YT.
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