Album
2093
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Riccardo Zagaglia
- 20 Febbraio 2024
Non si ferma l’intensa produzione discografica di Yeat (Noah Olivier Smith all’anagrafe), classe 2000 californiano che ha visto salire molto rapidamente le proprie quotazioni in ambito hh/trap. Yeat da sempre ingloba in modo intelligente all’interno del proprio sound elementi estranei ai cliché dei generi di riferimento, ma su formato lungo ha spesso faticato a trovare la quadra (vedi il precedente Aftërlyfe del 2023 o 2 Alivë del 2022).
Con 2093 la situazione risulta sicuramente più a fuoco: il mood oscuro e notturno ha finalmente trovato la propria dimensione in un contesto cinematico dai contorni cyperpunk, aumenta l’utilizzo di synth, i beat si fanno – ancora più – freddi (quasi industriali) e generalmente è chiaro che nelle intenzioni l’americano abbia provato a puntare alla maestosità dell’ultimo Travis Scott, eccedendo forse in lunghezza. Vale la pena però arrivare fino alla fine perché due degli episodi migliori (If We Being Real e 1093) sono posizionati in fondo alla tracklist. Due soli i featuring: Lil Wayne (Lyfestylë) e, manco a dirlo, Future (Stand on It).
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