Album
September 23rd
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Antonello Comunale
- 4 Dicembre 2024
Era il 1982 quando William Basinski registrò la frase di piano che fa da architrave di September 23rd. La genesi della composizione va però ricercata ancora più indietro, ai tempi dell’high school. Come raccontato dallo stesso musicista texano: “Le registrazioni originali sono state fatte su un pianoforte di proprietà del mio vicino, John Epperson, che sarebbe poi diventato noto come il drag artist di fama mondiale, Lypsinka, al 351 di Jay Street. Eravamo presso La Casa degli Artisti, il nostro primo loft a New York. Fu registrato con un piccolo registratore a cassette portatile (probabilmente Radio Shack) appoggiato sul pianoforte mentre improvvisavo un pezzo su cui lavoravo sin dal liceo”.
Di fatto, September 23rd s’inserisce come un nuovo capitolo nella sua personale esplorazione calligrafica della memoria. È un’indagine che scava nel nucleo primigenio di ricordi e attimi perduti nel tempo, un tema centrale nella poetica di Basinski. Questa volta, però, c’è un approccio rinnovato: l’album rappresenta la prima pubblicazione dell’Arcadia Archive, una serie di recuperi d’archivio rielaborati e reinterpretati.
Descrivere il contenuto sonoro di questo nuovo lavoro rischia di trasformarsi in un esercizio sterile. L’ambient notturna e malinconica richiama i suoi lavori maggiori, come Melancholia e Nocturnes. Il pianoforte si allinea alla tradizione minimalista accademica, ma il continuum sonoro delle note sostenute è costantemente animato da riverberi e rumori di fondo. Un tratto ormai inconfondibile, ma sempre efficace.
È il tipo di lavoro che stimola meditazione e deep listening, per quel piccolo minoritario angolo di mondo che è stanco di algoritmi e streaming.
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- 1 September 23rd
