Album
Radio Whitemary
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Edoardo Bridda
- 10 Giugno 2022
Abbiamo conosciuto Whitemary con Credo Che Tra Un Po’ , pezzo che ne rappresentava perfettamente la libertà d’azione tra linee di synth e hi-hat in levare, smalti house e jazz. Il mondo di Whitemary, che scrive, produce, suona e canta in completa autonomia, si presentava allora fra suoni che leniscono, esorcizzano, si fanno terapia. Ed è un po’ questa la cifra stilistica di Radio Whitemary, pubblicato il 10 giugno via 42 Records, un viaggio notturno, su ritmi urban(i), girato tra le stazioni di una radio interiore che corre lungo i fili di un’alienazione che da catartica può farsi vanto.
Whitemary, nome d’arte di Biancamaria Scoccia, abruzzese d’origine ma romana d’adozione da qualche anno, può ricordare Ditonellapiaga sotto il profilo delle scelte di produzione. Le ha remissato il brano Repito in passato e di sicuro la sua Provo, dico è l’esempio migliore per tracciare i paralleli del caso. La differenza sostanziale tra le due è tuttavia un solco ben marcato e chiaro fin dall’iniziale Non Lo Sai.
Biancamaria ha innanzitutto bisogno di raccontarsi, di liberarsi dai suoi pensieri. Il suo è dunque un folk elettronico, la musica le serve per collocarsi nel mondo, anche per disegnarcisi dentro e a questo servono i suoi beat, funky (Numeri e basta), sincopati (Disco bisco) così come spezzati (Sembra che tutto).
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