Album
Rituals of Shame
-
Riccardo Zagaglia
- 19 Giugno 2026
Un maestoso riff in slow motion anticipa l’ingresso vocale trionfante (con un timbro forse mai così Ozzy) di Patrick Walker: bentornati Warning. Su formato lungo sono venti gli anni (in cui Walker ha continuato ad esplorare le lentezze, ma in formato slowcore, con il progetto 40 Watt Sun) che separano il precedente Watching From a Distance (un vero e proprio culto non solo del doom metal inglese ma più in generale della heavy music di quel periodo) da questo atteso comeback intitolato Rituals of Shame.
Cinque nuove – lunghissime – canzoni in cui Walker riattiva le tensioni originarie del trad-doom e le innesta su uno scheletro lirico fragile, nudo e tendenzialmente pitched-black più vicino – se vogliamo – al songwriting classico ruotante attorno alla melodia. Il retrogusto è epico, aperto e spazioso (e i tempi dilatatissimi aiutano) come a fornire un lumino di speranza all’interno di quarantacinque minuti di esistenzialismo pessimista. L’album è stato anticipato dal singolo Stations.
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